TRANSIZIONE ECOLOGICA, GREEN ECONOMY E INNOVAZIONE SOSTENIBILE
Transizione ecologica, green economy e innovazione sostenibile

N. Aprile 2021
        

a cura di Carmen Camarca 
Analyst, The Innovation Group 

 

Transizione verde e digitale per il sistema manifatturiero italiano. Il tema è al centro dei dati pubblicati dal nuovo Osservatorio MECSPE sul primo trimestre 2021 da cui è emerso come il processo di trasformazione industriale oggi si muova verso la direzione della sostenibilità. Nonostante le difficoltà del periodo, negli ultimi mesi il 31% delle aziende intervistate dichiara che la sensibilità al tema è aumentata e di avere implementato processi volti alla sostenibilità. Tra gli aspetti su cui le imprese stanno puntando maggiormente si rileva la riduzione dei consumi (42%), l’attenzione all’inquinamento e all’impatto ambientale (36%), insieme ad un orientamento crescente verso l’eco-sostenibilità dei prodotti (17%).

Per il 2021 le aziende dichiarano di investire in ricerca e innovazione, ambito che si conferma fondamentale per reagire alla crisi. Analizzando nel dettaglio le tecnologie su cui ci si orienta maggiormente, al primo posto rientra la sicurezza informatica (22%), seguita da robotica collaborativa (19%), produzione additiva (17%), Internet of Things (16%), cloud computing (13%), simulazione e Intelligenza Artificiale (10%), Big Data (9%) e realtà aumentata/virtuale e materiali intelligenti (8%).

Nel frattempo il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani ha dichiarato la volontà di avviare «un corposo piano di digitalizzazione del Ministero della Transizione ecologica», con l’intento di digitalizzare gli uffici, la rete dei parchi e le principali attività di monitoraggio del territorio, integrando tutte le tecnologie disponibili, dal cloud all’Intelligenza Artificiale ai sensori a terra fino ai droni. «L’Italia deve diventare una nazione sicura e smart – ha proseguito Cingolani – in grado di disporre dei migliori strumenti per l’acquisizione dei dati del territorio, per pervenire le calamità naturali».

Il Ministero della Transizione Ecologica è destinato a svolgere un ruolo chiave nei prossimi mesi, per tali ragioni il Ministro ha affermato che l’Italia dovrà affrontare la sfida del cambiamento climatico e della partita ecologica con un approccio di sistema, capace di coniugare investimenti, ricerca, nuove tecnologie e progetti di lungo periodo. Nel dettaglio, l’attività di azione del nuovo ministero si svolgerà su tre asset: 1) tutela della natura, del territorio e del mare, 2) transizione ecologica, 3) sfida climatica ed energetica.

Va comunque chiarito che il nostro Paese si mostra già sensibile a tali tematiche. A riportarlo è il Rapporto sull’economia circolare in Italia 2021, giunto alla sua terza edizione, realizzato dal Cen-Circular Economy Network in collaborazione con Enea secondo cui, con riferimento all’economia circolare, l’Italia occupa una posizione di leadership in Europa, essendo per il secondo anno consecutivo il Paese europeo a performare meglio (anche se rispetto al 2020 non vengono rilevati miglioramenti significativi).

 

 

Anche l’Unione Europea ribadisce il suo interesse verso la green economy, sottolineando la stretta relazione che caratterizza la sfera digitale e quella ecologica. In occasione della Giornata digitale 2021 (tenutasi lo scorso 19 marzo), i ministri degli Stati membri dell’UE hanno firmato tre dichiarazioni per mettere in comune gli sforzi e le risorse per promuovere la connettività internazionale, incentivare la diffusione di tecnologie digitali pulite e migliorare il contesto normativo per le start-up e le scale-up, creando l’European Green Digital Coalition.

Le strategie di crescita sostenibile delle aziende e gli investimenti green: i dati TIG

In occasione della web conference “Lo scenario economico e del mercato digitale nel 2021” (dello scorso 25 marzo), sono stati presentati i risultati della Digital Business Transformation Survey 2021, indagine condotta da The Innovation Group a gennaio 2021 e basata su un campione di 181 aziende italiane appartenenti a diversi settori e dimensioni.

Dall’analisi, che quest’anno si è ampliata comprendendo una nuova sezione dedicata alla transizione ecologica e alle strategie green delle aziende, è emerso come il 47% del campione preveda un aumento del budget dedicato ad attività e progetti sostenibili, un’accelerazione provocata soprattutto dagli incentivi attesi con le risorse del PNRR (58% del campione) ma anche dalla necessità di differenziare i prodotti/servizi offerti dall’azienda (46%).

 

 

Nel percorso verso la sostenibilità ambientale si ripone molta fiducia nelle risorse tecnologiche (si consideri che il 47% del campione della survey considera tra le principali attività della sua azienda la rivisitazione dei propri processi produttivi in chiave green). In questo senso il PNRR diventa un’importante occasione per ripensare a nuove modalità di produzione e consumo, abilitando nuovi modelli di business.

Sul tema è intervenuto il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini che ha introdotto il concetto di infrastruttura sostenibile, una particolare tipologia di infrastruttura che si caratterizza per alcuni aspetti quali ad esempio il contributo che porta alla società, la capacità di essere resiliente agli shock di natura fisica e climatica.

Quale scenario si prevede per l’Italia nel futuro? Secondo il Ministro, in linea con le indicazioni europee, bisogna basare la strategia di crescita economica e sociale del Paese sui due pilastri della digitalizzazione e sostenibilità ambientale: perché ciò accada sarà necessario adottare nuovi approcci culturali. Lo strumento digitale, in particolare, ha rappresentato un elemento di forte resilienza in una drammatica situazione di crisi economica e sociale: allo stesso modo dovrà essere anche la radice della ripresa, la linfa vitale che ci accompagnerà nella costruzione del New Normal.

 

Il New Normal all’insegna del digitale

L’Unione Europea ha lanciato il “green pass Covid”, un “certificato verde digitale” volto a facilitare la libera circolazione sicura all’interno dell’Unione durante la pandemia e che sarà disponibile gratuitamente in formato digitale o cartaceo e includerà un codice QR volto a garantirne l’autenticità. È questa la proposta legislativa della Commissione europea che istituisce un quadro comune di riferimento per facilitare la convivenza con il Covid-19 e che sarà discussa dai principali leader europei nei prossimi giorni.

Il nuovo pass Ue «non è un passaporto vaccinale, ma un certificato verde per evitare divisioni e blocchi tra i diversi Paesi membri», oltre che «facilitare gli spostamenti dei cittadini europei e far ripartire il turismo in vista dell’estate». A dirlo è stato il commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders, in un’intervista a un gruppo di media internazionali, specificando che «il pass è interoperabile e vincolante per i Paesi Ue e per evitare ogni forma di discriminazione offre tre alternative per tornare a viaggiare: dimostrare l’avvenuta vaccinazione, la negatività a un test o la guarigione dal Covid».

A spingere in questa direzione è anche il Ministro della salute Roberto Speranza che in occasione del G7 ha affermato la volontà di rendere disponibile il green pass in estate per favorire i flussi turistici.

 

 

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