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Sostenibilità digitale: la prossima sfida della trasformazione digitale

N.  Novembre 2019
        

a cura di Ezio Viola 
Managing Director, The Innovation Group 

 

La trasformazione digitale delle imprese e l’innovazione tecnologica ci hanno insegnato che ogni business è in una forma o nell’altra anche un business digitale. La crescente consapevolezza dei consumatori e delle imprese sui temi della sostenibilità dovrebbe far nascere un forte interesse a progettare e utilizzare un “digitale per  il bene della società”.

C’è quindi una grande opportunità per la business e IT community di fare la differenza ed estendere, molto al di là di quello che qualche hanno fa si identificava come “green IT”,  l’utilizzo della trasformazione digitale per aiutare tutti i settori  a raggiungere i loro obiettivi di sostenibilità e ridurre la loro impronta ecologica.

Mentre i concetti di “green IT”  erano originariamente focalizzati sulle modalità e i processi operativi della gestione dell’IT in azienda e sul ciclo di vita dei prodotti  dell’industria ICT, la nuova “call to action” per le aziende che stanno intraprendendo la loro rivoluzione digitale, dovrà essere quella di prendere in considerazione i  fattori ambientali nelle fasi iniziali di pianificazione della loro strategia digitale estendendo gli obiettivi di sostenibilità a tutti i processi impattati dalla trasformazione digitale.

La trasformazione digitale se impostata correttamente può dare un grande contributo nell’aiutare le organizzazioni pubbliche e private, le città e le nazioni a raggiungere meglio e in minor tempo gli obiettivi di sostenibilità, inclusi quelli della riduzione delle emissioni di gas serra per limitare il riscaldamento globale. Diverse analisi hanno stimato ad esempio che l’utilizzo di smart grid e smart building potrebbe avere un potenziale di riduzione del 20% delle emissioni globali di carbonio entro il 2030 con un impatto economico a livello globale di più di 11$Trilioni.

I temi ambientali sono ritornati finalmente sulla scena dei media a livello globale e sono ormai parte delle politiche di molti governi e in particolare sono un elemento distintivo della strategia della nuova Commissione Europea che ha lanciato il Green New Deal.

Non tutti i processi rivisti con il digitale e/o i nuovi modelli di business abilitati con il digitale sono necessariamente più sostenibili e green. Basta qui pensare a come la crescita dell’ ecommerce  da un lato abbia creato nuovo business per molte aziende ma dall’altro stia mettendo sotto pressione la catena distributiva dal packaging alla consegna delle merci in particolare nelle città.

La presenza pervasiva del digitale in molte delle nostre attività quotidiane crea una più ampia opportunità per l’IT per fare la differenza in quasi tutti i settori di mercato, ma questo significa una più ampia e stretta collaborazione delle imprese dei diversi settori con fornitori e partner lungo tutta la catena del valore per lo sviluppo di una economia circolare end-to-end.

In aggiunta a tutto questo sarà vitale guardare con attenzione a ciascuna delle tecnologie emergenti e abilitanti la trasformazione digitale in particolare Cloud, IoT , Big data e AI oltre che in prospettiva la blockchain per valutare come, all’interno delle strategie di trasformazione digitale, esse possano essere utilizzate in modo differenziante per ottenere sostanziali miglioramenti nella sostenibilità dei prodotti/ servizi e dei processi correlati.

Ad esempio l’utilizzo combinato di tecnologie mobile, IoT e Big Data Analytics e AI stanno evendo un impatto notevole su tutti i processi di mobilità urbana attraverso soluzioni di smart mobility con una riduzione delle emissioni di carbonio e di spazio occupati oltre che un miglioramento della qualità della vita.

Cosi come IoT, RpA e machine learning, attraverso  applicazioni di intelligent automation stanno giocando un ruolo chiave nelle smart home, smart building e nella progettazione delle nuove fabbriche intelligenti con un grandissimo potenziale di miglioramento non solo dei processi produttivi ma anche  dell’efficienza energetica.  Google ha dichiarato ad esempio che l’utilizzo delle tecnologie di machine learning di DeepMind abbiano ridotto del 40% il consumo energetico per il raffreddamento dei suoi grandi data center.

Inoltre si sta incominciando ad utilizzare anche la tecnologia blockchain nel contesto di “centrali elettriche virtuali” composte da varie fonti energetiche distribuite, inclusi panelli solari residenziali, per essere connesse a  smart grid in modo trasparente ed efficiente. Esistono infatti esempi di smart factories come la gigafactory di Tesla che sono alimentate da sorgenti di energia rinnovabile così come i nuovi grandi data center  di molti dei grandi big-tech e cloud provider.

Un’altra tecnologia che può avere un impatto significativo è la stampa 3D e in generale le tecniche di “additive manufacturing” che permettono di localizzare la produzione e ridurre le emissione di CO2 legati a spedizione e trasporti delle merci e prodotti.

Tutte queste tecnologie possono dare un notevole contributo nelle attività di misurazione e monitoraggio dei consumi e quindi aiutare nelle fasi sia di pianificazione che di valutazione dei risultati.

E’ tempo quindi che imprese e organizzazioni prestino attenzione a come digitale e sostenibilità debbano essere integrate in una visione e strategia unica di innovazione che guardi concretamente  alla creazione di valore per tutti gli stakeholder per poi passare dalla dichiarazioni di intenti che fanno bene all’immagine a progetti e risultati tangibili.

 

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