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Digital LEAN

N. Novembre 2018

a cura di Mauro Biscotti
Senior Associate Consultant, The Innovation Group

 

La Trasformazione Digitale svetta sulle agende direzionali di quasi tutte le aziende; ma quali sono i benefici che mirano ad ottenere? Quali tipi di iniziative indirizzano?

Un modello di ripartizione delle strategie digitali individua tre macro-ambiti distinti: modello, prodotto/servizio, operatività. Nel primo le tecnologie Digitali sono il fattore abilitante per la costruzione di nuovi modelli di business, che stravolgono gli equilibri competitivi di interi settori. Questo è quello che è accaduto con i film in streaming e con la locazione turistica di case private a mezzo di internet. Nel secondo ambito le tecnologie digitali non cambiano la natura del business in sé, ma concorrono ad aggiungere elementi di valore importanti al prodotto o al servizio, o ad aumentare la qualità dell’esperienza Cliente nell’interazione con l’azienda. È il caso degli elettrodomestici connessi ad internet che veicolano contenuti mirati all’utente e svolgono auto-diagnosi preventive dell’acquisto o alla stampa tridimensionale di elementi protesici ad uso chirurgico. Nel terzo ambito rientrano tutte le applicazioni che non incidono direttamente sulla proposizione di valore al Cliente, ma aumentano l’efficacia ed efficienza con cui sono svolte le attività all’interno della catena del valore. È il caso dei droni utilizzati per ispezionare costruzioni o siti cui è rischioso accedere, dell’intelligenza artificiale che automatizza processi decisionali con prestazioni superiori a quelle umane o dei sistemi di progettazione in realtà aumentata.

Un aspetto comune a tutti questi ambiti è che la Trasformazione Digitale si può manifestare con applicazioni “game changer”, in cui l’utilizzo di tecnologie avanzate consente di conseguire progressi radicali, importanti nei benefici generati, e talvolta anche intellettualmente ed emozionalmente affascinanti nei loro sviluppi.

È una aspettativa per certi versi insita nell’immaginario comune dell’evoluzione tecnologica, ma è anche un certo tipo di sensibilità e visione strategica, che vede la Trasformazione Digitale accostata all’innovazione e focalizzata su aspetti chiave della catena di valore.

Nessun dubbio che l’innovazione tecnologica sia una delle principali leve competitive di cui l’azienda dispone, ma esiste uno spazio di opportunità importante anche nella diffusa adozione di tecnologie Digitali “commoditarie”, capaci di incidere sui fondamentali della produttività individuale e collettiva.

Si tratta ad di strumenti di comunicazione visuale e testuale (videoconference, chat), software di controllo del flusso di lavoro (agile, kanban, project management), sistemi di editing documentale concorrente, soluzioni di workflow automation e firma digitale, eccetera. Opportunamente utilizzate ed integrate, possono accrescere sensibilmente la produttività individuale ed aumentare l’efficienza e l’efficacia dell’azione organizzata. Si prenda ad esempio la semplice chat di lavoro: rappresenta un mezzo Digitale di comunicazione con caratteristiche diverse da mail e telefono: utilizzato per la messaggistica informale e contestuale, senza esigenza di propagazione, archiviazione e ricerca, può abbattere sensibilmente il traffico sugli altri canali, con riduzione di disturbo (telefono), tempi di ricerca e recupero di contenuti con requisiti di formalità e tracciamento maggiori (mail) e oneri diversi di coordinamento (riunioni).

Per apprezzare pienamente il potenziale di questo livello di intervento occorre pensare LEAN: opportunità di miglioramento importanti sono da ricercare non tanto in criticità macroscopiche, ma nella presenza di una moltitudine di “sprechi” minori, tanto piccoli e differenziati da non essere rilevati, tanto numerosi da cumularsi in diseconomie significative. Chi ha partecipato a progetti di Value Stream Mapping di dettaglio, con sessioni di osservazione e misurazione “a Gemba”, sa in che in molti processi, soprattutto nell’ambito dell’erogazione di servizi complessi, l’entità dell’inefficienza che ne risulta può essere davvero sorprendente.

Comportamenti organizzativi che avevano un senso fino a poco tempo fa, obbligati dai preesistenti vincoli fisici dei media, ora non sono più giustificabili alla luce delle possibilità offerte dalle tecnologie Digitali. Ciò che era normale ieri, diventa a tutti gli effetti inutile, irrazionale.

È questo il concetto di “Digital LEAN”: la generale e sistematica revisione dei processi e delle modalità operative nella prospettiva della Trasformazione Digitale.

Perché il perseguimento di questa dimensione di opportunità sembra mancare nelle strategie di molte aziende? Molte di queste tecnologie sono facilmente accessibili, spesso disponibili come servizi in cloud e implementabili con impegno tecnico ed economico relativamente ridotto.

La mia percezione è che in molti settori vi sia ancora una scarsa attenzione manageriale all’ottimizzazione operativa “spinta”, ma soprattutto che le aziende abbiano più confidenza nell’affrontare le incognite dell’innovazione tecnologica in ambiti mirati, piuttosto che non le sfide di un cambiamento culturale di ordine più generale.

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