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Che fine hanno fatto le strategie di AI e Blockchain e quale futuro per Impresa 4.0?

N.  Luglio 2020
        

a cura di Ezio Viola 
Co-Fondatore, The Innovation Group 

 

Mai come in queste ultime settimane dopo il lockdown in cui media, business e politica stanno discutendo di quali dovranno essere le priorità da dare alla strategia di ripresa economica e sociale del Paese (dalle proposte del piano Colao alle iniziative che dovrebbero uscire dagli Stati Generali del Governo), sembra ci sia un comune accordo che l’innovazione e la trasformazione digitale del Paese, delle imprese e della PA debbano essere nella top list di queste priorità.
Il lockdown ha forzato ma anche accelerato l’adozione delle tecnologie digitali e ha garantito la continuità operativa delle attività e del lavoro nelle organizzazioni.  Ecco quali sono i capitoli principali emersi per il post-Covid19 dall’esperienza emergenziale: smart working, didattica a distanza, e-commerce, comunicazione e collaborazione digitale, utilizzo dei canali on-line per erogare servizi e mantenere la relazione con i clienti, tracking e tracing di dati per gestire la convivenza e il post-pandemia, lo sforzo che l’industria farmaceutica sta facendo per accelerare la scoperta e produzione di un vaccino attraverso l’utilizzo sofisticato di dati e delle tecnologie di AI, l’integrazione delle catene di fornitura…

Se questo è sotto gli occhi di tutti, la prossima agenda digitale degli investimenti che devono essere previsti o rivisti e/o accelerati deve riguardare alcuni  titoli certi come la dotazione di infrastrutture di telecomunicazioni avanzate con una veloce realizzazione del piano di diffusione della Banda Ultra Larga e deve far partire la realizzazione ed esecuzione della rete 5G da parte degli operatori.
Questo, sappiamo, è il layer infrastrutturale che serve per rendere possibile investire in applicazioni e servizi al fine di realizzare la trasformazione digitale delle imprese. Ciò era già parte della strategia dei vari governi anche passati e non solo quello attuale. L’importante è che la discussione politica immediatamente scaturita sulle scelte per la rete unica e la sua governance non blocchino l’execution del piano BUL così come la burocrazia e la sindrome anti-tecnologica e anti-scientifica non frenino il 5G.

Altre iniziative strategiche, riguardanti  aree avanzate delle tecnologie digitali, che furono avviate nei passati 2-3 anni, dovranno essere riprese nel contesto delle nuove priorità del post-pandemia come parte dell’agenda dell’innovazione digitale. Ad esempio, circa 2 anni fa, furono lanciate con consultazioni di esperti e con la creazione di due gruppi di lavoro multi e interdisciplinari, oggi forse chiamate task-force, l’elaborazione di strategie nazionali per la blockchain e l’intelligenza artificiale. Il principale obiettivo era realizzare un piano da finalizzare entro pochi mesi come proposta da mandare alla Commissione Europea.
I risultati finora visibili sono stati la redazione di un rapporto con vari contributi emesso nel Settembre 2019 per quanto riguarda l’Intelligenza Artificiale, ma nessun piano esecutivo è stato elaborato. Per quanto riguarda la blockchain finora non è stato reso pubblico alcun rapporto. Il ritardo è evidente e sarà utile capire quali saranno i prossimi passi e che sviluppi avranno le strategie di innovazione tecnologica su due temi importanti, in particolare l’AI.
L’altro elemento portante sarà l’evoluzione del piano Impresa 4.0, anche evidenziato nel Piano Colao, che di fatto costituisce l’agenda digitale per la trasformazione delle imprese nei settori industriali. Sia il piano Colao che le discussioni e le proposte fatte durante gli Stati Generali hanno espresso la necessità urgente di un rilancio del piano industria 4.0 con un allargamento del target di aziende e delle tecnologie da incentivare, attraverso più fondi con durata pluriennale, grazie ad un meccanismo non basato su ammortamenti ma sul credito d’imposta. Il piano dovrebbe chiamarsi Impresa 5.0 o Impresa 4.0 Plus.
Al di là del nome e delle politiche di incentivazione sarà anche importante definire un modello di technology transfer efficace e duraturo. Ad esempio dovranno essere riviste  le modalità di collaborazione ed eventualmente si dovrà anche valutare una aggregazione dei Competence Center nati con il piano Impresa 4.0 poichè non tutti sono allo stesso livello di operatività. Inoltre sarà necessario  definire un modello con cui si relazioneranno con la rete europea di Digital Hub al fine di ottenere anche i previsti finanziamenti europei e come si raccorderanno con i Digital Innovation Hub di Confindustria, i centri delle associazioni degli artigiani, i PDI delle Camere di Commercio e i centri di trasferimento tecnologico presenti in alcuni territori.

È evidente che ci vuole  una regia che dia priorità e linee guida con una strategia coerente al fine di non buttare via quello che di utile e valido è già stato fatto ma soprattutto che governi una execution efficace e tempestiva.

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