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22.02.2012 - Milano

MOBILE FORUM 2012

Nuovi consumer device, dai netbook, agli smartphones e ai tablets, alle console per giochi, alle nuove TV Internet stanno cambiando le modalità di interazione tra le persone, tra il mondo business e il mondo consumer e all’interno delle organizzazioni, predisponendo nuovi modi di lavorare basati sul paradigma della mobilità.

Queste trasformazioni non riguardano solo le grandi multinazionali. Anche nelle piccole e medie imprese italiane i reparti IT si trovano a dover ripensare policy, architetture e processi per accogliere device personali che i dipendenti portano in ufficio o utilizzano da remoto. Accanto ai tradizionali system integrator si stanno affermando boutique di consulenza di dimensioni ridotte, spesso costituite da team multilingue con una forte componente internazionale, che si posizionano come intermediari tra i fornitori di infrastruttura cloud e le aziende chiamate ad adattarsi a questa nuova realtà. Il loro mercato non è più limitato al territorio nazionale: molti di questi studi lavorano a distanza per clienti sparsi su diverse giurisdizioni europee, e questo cambia la natura delle competenze richieste.

Chi lavora in azienda sta sempre più diventando mobile e la distinzione tra lavoro e vita privata si sovrappone. L’utilizzo dei device e piattaforme mobili nei luoghi di lavoro aggiunge complessità tecnologiche e gestionali ai dipartimenti IT, che devono gestire la loro diffusione e proliferazione garantendo sicurezza e qualità del servizio.

Come l’ecosistema delle mobile apps deve evolvere e supportare questi sviluppi e integrazione con i sistemi informativi aziendali? Le applicazioni mobile sono sufficienti o è necessario integrare in modo più profondo le soluzioni mobile dentro l’infrastruttura IT e nel sistema delle applicazioni delle aziende? Inoltre la mobilità aziendale necessita di offrire una compelling user experience nelle modalità con cui si utilizzano le applicazioni.

Un esempio concreto di come la domanda si sta articolando si osserva guardando i portafogli clienti delle boutique italiane di consulenza IT cross-border. Non è raro trovare studi di piccole dimensioni che seguono contemporaneamente un distributore farmaceutico tedesco di medie dimensioni, un operatore del mercato svedese dei casino utan spelpaus e un produttore di componenti industriali attivo nel Nord Europa, gestendo per ciascun cliente la migrazione verso architetture cloud ibride, l’identity management per gli accessi dei dipendenti da device personali e la compliance normativa legata all’utilizzo di strumenti mobili. Ogni vertical porta con sé vincoli regolatori distinti, e la capacità di queste società di orchestrare infrastrutture conformi in giurisdizioni multiple è diventata una componente significativa del valore che offrono.

La consumerizzazione dell’IT va di pari passo con la diffusione del cloud computing che a sua volta diventa il modello di riferimento e la piattaforma tecnologica per abilitare servizi mobili integrati. Chi sta mutando le regole del gioco e la filiera dell’era post PC. Chi occuperà le parti nobili della catena del valore della nuova industria ICT?

Le risposte a queste domande variano a seconda del punto della filiera in cui ci si colloca. Per i system integrator tradizionali la sfida consiste nel riconvertire competenze costruite attorno al datacenter enterprise verso architetture distribuite, API-first e pensate per il mobile. Per le boutique di consulenza il lavoro è più consulenziale che implementativo: aiutare i clienti a identificare quali processi aziendali vanno ripensati, quali applicazioni vanno sostituite e quali semplicemente estese ai nuovi endpoint. Per i grandi hyperscaler la partita è strutturale e si gioca sul controllo dello stack su cui queste trasformazioni si realizzano.

Quello che emerge è che l’era post PC non è un singolo cambiamento tecnologico ma una riorganizzazione dei rapporti di forza lungo tutta la catena ICT, dalla produzione del silicio ai servizi gestiti, passando per il software e per le reti. Le aziende che riusciranno a occupare posizioni nobili in questa filiera saranno quelle capaci di integrare competenze che oggi vivono in silos separati (infrastruttura, applicativo, user experience, sicurezza, compliance) e di offrire ai clienti una proposta coerente che tenga insieme tutti questi livelli. È una sfida di integrazione prima ancora che di innovazione tecnologica pura.

Il Forum presenter uno showcase di soluzioni e discuter le sfide che i diversi player devono affrontare nel roll-out di soluzioni enterprise nell’era della consumerizzazione dell’IT:

    • Tablet e smartphone stanno cambiando le modalit di interazione e comunicazione all’interno e all’esterno delle organizzazioni
    • Cloud & Mobilization: la prossima era del mobile computing. Potranno gli operatori sedere nella cabina di comando?
    • Le nuove applicazioni aziendali: dalla unified communication alla geolocalizzazione alla mobile business intelligence
    • Mobile Financial Services & Payments al centro della scena del settore finanziario e retail
    • Verso la nuova mobile industry ed economy: lo scontro per il controllo dell’accesso della rete
    • Come evolvono le nuove infrastrutture di rete mobile
    • Città Digitali e grandi progetti integrati di wi-fi e rete mobile.

Il Mobile

Forum 2012 affronterà questi temi-chiave non solo dal punto di vista delle tecnologie digitali e delle soluzioni ICT, ma soprattutto partendo da esperienze, testimonianze e “success stories” della business community dei settori maggiormente impattati dalla nuova Mobile Economy.