21.07.2026

Osservare gli effetti concreti dell’AI sul modello 231

Il Caffè Digitale

 

In queste settimane il tema dell’AI è un tema caldo, per effetto dell’entrata in vigore di numerosi regolamenti dell’AI Act il prossimo 2 agosto 2026, ma anche per le recenti modifiche introdotte grazie all’approvazione del Digital Omnibus da parte del consiglio UE. Ma in questo vortice, guardare da vicino la relazione tra AI e Modello 231 può offrire spunti di riflessione interessanti.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale può generare molte opportunità, ma non sono da sottovalutare le incidenze che il suo utilizzo può comportare. Prendendo in esame il modello organizzativo 231, scopriamo che Il modello nasce con lo scopo di essere dinamico, per permettere di andare ad indagare nel contesto aziendale l’uso di strumenti che ampliano le aree di rischio, ossia gli strumenti di AI.

Quando si parla di tecnologia all’interno dell’azienda entra in gioco anche il tema dell’AI, il quale, essendo molto diffuso, è capace di toccare vari aspetti del contesto aziendale e pertanto deve essere normato in maniera molto precisa. A oggi, tra le norme che è importante conoscere troviamo in prima battuta l’AI Act, ossia quel regolamento che disciplina i sistemi di AI all’interno del mercato unico europeo. Nel 2024 l’AI Act ha regolamentato uno strumento che era già ampiamente diffuso e ha posto un principio base: l’intelligenza artificiale deve essere inquadrata come un elemento di rischio.

La prima valutazione che l’azienda deve compiere è il risk assessment, ovvero la valutazione del rischio. Innanzitutto, l’azienda deve chiedersi se è consapevole dell’uso che viene fatto dell’intelligenza artificiale all’interno della propria struttura, perché solo così è possibile stabilire un livello di rischio.

Questo ci porta al Modello 231, perchè è lo strumento principale che l’imprenditore può adottare per tutelare i rischi aziendali. Il Modello di Organizzazione, Gestionale e Controllo ex D.Lgs. 231/2001 è l’unico strumento che la normativa nazionale riconosce come valido per prevenire l’applicazione di sanzioni amministrative e penali a carico dell’ente.

È necessario che il modello preveda concretamente dei protocolli parametrati all’attuale struttura aziendale, l’azienda infatti deve dimostrare che ha valutato in maniera adeguata l’impatto che un determinato sistema di intelligenza artificiale può avere sul rischio di commissione dei reati presupposto. È altresì indispensabile che i modelli vengano aggiornati e che i protocolli vengano cambiati rispetto al passato, perché ad oggi bisogna includere anche l’adozione dell’intelligenza artificiale.

In questo processo, l’organismo di vigilanza ha l’obbligo di monitorare il congruo aggiornamento del modello, soprattutto su realtà dove ci sono informazioni riservate e dove, naturalmente, il rischio sull’AI è sicuramente più alto. Pertanto, il suggerimento per le imprese è istituire un sistema di governance sulla parte di AI.

È fondamentale per le imprese fare una mappatura di tutte le funzioni che in qualche modo utilizzano l’AI, ciò significa mappare tutti i sistemi di intelligenza artificiale che sono già in uso ma di cui forse l’azienda non è pienamente consapevole, ad esempio strumenti di cybersicurezza che usano parti di AI. Questa è l’unica procedura che può essere efficace per arrivare a garantire un utilizzo responsabile della tecnologia in questione.

L’intelligenza artificiale cambia dalle basi la percezione del rischio e cambia anche il funzionamento dell’azienda; perciò, l’aggiornamento è indispensabile perché altrimenti l’azienda rischia di incorrere in un modello che non funziona correttamente. Tutto questo si traduce in un invito all’azione pratica: i protocolli devono essere aggiornati e l’impresa deve munirsi dei documenti necessari per poter attestare di essere protetta e in regola anche alla luce delle nuove tecnologie.

Per concludere, possiamo affermare che l’AI rappresenta un’evoluzione per il Modello 231, capace di rendere i controlli più efficaci e preventivi. Ma, in che momento l’AI diventa una risorsa strategica in grado di aumentare l’efficacia del Modello 231? Ciò si verifica quando l’organizzazione riesce ad incorporare l’AI all’interno di una governance strutturata, trasparente e coerente con il quadro normativo vigente. Questo favorisce una prevenzione delle responsabilità dell’ente, ma anche lo sviluppo di una cultura aziendale fondata sui principi della responsabilità, dell’etica e della sostenibilità nei processi strategici.

 

Avv. Valentina Frediani
Founder & CEO, Colin & Partners

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