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SPUNTI DI RIFLESSIONE PER UN PROGETTO DI “ITALIA DIGITALE”

N.  Novembre 2017
        

a cura di Camilla Bellini 
Senior Analyst, The Innovation Group

 

Il prossimo 13 novembre The Innovation Group presenterà al Campidoglio il suo rapporto annuale “Digital Italy” sul tema della trasformazione digitale del paese, in cui vengono suggerite alcune possibili linee guide per lo sviluppo di questo processo di digitalizzazione. Quest’anno il rapporto si è fondato sull’analisi delle dimensioni che determinano l’agire e il vivere degli individui/ cittadini, evidenziando caratteristiche, specificità italiane e intersezioni di ciascuna dimensione. In particolare, sono tre le dimensioni al centro dell’analisi: la dimensione produttiva, ovvero “il luogo in cui la capacità produttiva dei singoli viene applicata al fine di contribuite allo sviluppo del benessere individuale e collettivo”; la dimensione sociale, ossia “il raggio d’azione dei cittadini, rispetto al quale questi costruiscono ed intessono relazioni”; e la dimensione pubblica, ossia “l’insieme di relazioni tra cittadini e gli enti e le organizzazioni che sovraintendono la res pubblica”. Queste tre dimensioni determinano in altre parole i tre ambiti principali all’interno dei quali il digitale, con il suo potenziale trasformativo, può innestarsi al fine di favorire l’evoluzione e lo sviluppo di nuovi servizi e settori: si definisce così il quadro complessivo della trasformazione digitale del Paese, partendo dall’analisi e dall’intersezione dinamiche delle sue dimensioni.

La dimensione produttiva: la sfida della media impresa italiana.

Uno dei temi di maggiore interesse che viene affrontato riguarda il potenziale di trasformazione digitale da parte delle imprese italiane, in particolare nei comparti del Made in Italy e dei tradizionali distretti industriali. Analizzando e richiamando i punti di vista e le analisi di ricercatori ed esperti di economia industriale e di distretti industriali, nello studio emerge come oggi il panorama industriale italiano sia sempre più guidato dall’eccellenza delle medie aziende del Made in Italy, che sempre più spesso fanno leva sull’internazionalizzazione e sulla digitalizzazione come leva competitiva su scala globale. In particolare, sono tre i princiapli trend tecnologici analizzati nello studio e considerati i driver del nuovo modello competitivo delle imprese italiane: lo smart manufacturing, tema cardine al centro delle discussioni sul tema di Industria 4.0; l’e-commerce e l’integrazione tra canali fisici e virtuali; e l’open innovation, come nuovo paradigma di innovazione basato sulla collaborazione aperta e sulla creazione di ecosistemi.

Le città come hub di socialità e creatività: il nuovo ruolo degli spazi urbani.

Le città e gli spazi urbani sono il luogo in cui oggi sempre più si manifesta e si articola la dimensione sociale del cittadino. Le città infatti stanno ospitando una percentuale sempre maggiore della popolazione mondiale e si stanno attrezzando per gestirne le sfide e il potenziale. È in questo senso che si parla sempre più di smart city e di piani per l’innovazione urbana, come progetti di sviluppo e di crescita che attraverso l’innovazione (digitale) siano in grado di venire incontro alle esigenze sempre crescenti che riguardano gli spazi urbani. In Italia, d’altra parte, non si stanno creando delle grandi megalopoli alla stregua di Londra, New York o Parigi: al contrario, l’Italia resta il Paese dei mille campanili, dove l’urbanizzazione assume un carattere policentrico, dove diverse città e diversi territori seguono le proprie vocazioni per ribadire il proprio ruolo nel panorama complessivo nazionale.

 

La dimensione pubblica: ovvero, come vorrei la pubblica amministrazione.

La terza dimensione del processo di trasformazione digitale del Paese coinvolge gli enti e le organizzazioni pubbliche e il potenziale che il digitale può avere nel ridisegno del loro ruolo e delle loro funzioni, nonché nelle modalità di erogazione dei servizi ai cittadini e alle imprese. Quelle che infatti resta il leit motiv del rapporto è che il digitale pone di fronte il mondo pubblico e la politica ad un interrogativo: quale voglio che sia il ruolo della pubblica amministrazione? Il digitale deve essere infatti visto come un’occasione di revisione, di ripensamento e di innovazione del modello di pubblica amministrazione nel nostro Paese, un’occasione per riabilitare il ruolo di enti e organizzazioni

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