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Sfide e opportunità per Asset e Wealth Manager ai tempi del Covid-19

N.  Giugno 2020
        

a cura di Carmen Camarca 
Analyst, The Innovation Group 

 

Il Covid-19 è il Cigno Nero del 21esimo secolo, in grado di causare una recessione ed una crisi globale senza precedenti e di ridisegnare completamente le dinamiche dei mercati finanziari e dell’economia reale sia lato domanda sia offerta.

Quello che si prevede è l’affermarsi di un nuovo modello di capitalismo, che potrebbe essere definito “capitalismo liberale regolato”, tornando, dunque, ad un’economia maggiormente fondata sui valori della sicurezza, della moderazione e dell’ordine.

Le sfide poste dalla diffusione del Covid e le conseguenze attese sono state oggetto della discussione del workshop “Digital Investment Management”, organizzato da The Innovation Group, le cui risultanze sono state riassunte in un Report realizzato in collaborazione con Excellence Consulting di cui riportiamo qui i punti principali.

L’evento, giunto alla sua terza edizione, ha raccolto le esperienze e le opinioni dei principali player delle industrie dell’Asset & Wealth Management, che si sono confrontati sugli scenari futuri, sul ruolo della trasformazione digitale e sugli impatti diretti previsti nel loro core business.

Va innanzitutto chiarito che, per entrambe le industry, il principale effetto causato dal Covid è stato quello di accelerare alcuni trend già in atto prima della crisi pandemica, i cui tempi, però, in condizioni di “normalità” sarebbero stati molto più lunghi.

In particolare, per quanto riguarda gli Asset Manager sono emersi i seguenti punti.

  • Maggiore attenzione sui prodotti alternativi (strumenti in grado di garantire diversificazione e rendimento ai clienti) ed ESG. In particolare, l’interesse per gli investimenti ESG, che già aveva subìto una forte accelerazione prima della pandemia, aumenta adesso alla luce di una maggiore consapevolezza sulla loro importanza e del loro impatto sulla società. Il trend assume rilievo soprattutto se si tiene conto del fatto che dopo la pandemia si stima un forte aumento della sensibilità dei consumatori a tematiche quali la salute e la sostenibilità. Tra i diversi fattori che compongono gli investimenti ESG si prevede una forte attenzione soprattutto alla componente “Social” che andrà ad accompagnare il già apprezzato tema “Environment”. Per l’Asset Manager è, tuttavia, fondamentale “incorporare” i criteri e valori ESG, scongiurando il pericolo di green washing. Necessario, inoltre, creare una logica “win-win” tale per cui l’azienda su cui si investe sia incentivata ad assumere comportamenti virtuosi, con la consapevolezza che “ESG” sia sempre più sinonimo di “performance”.
  • Centralità del dato e degli Analytics. Il digitale diventerà sempre di più una variabile importante nel mercato. Infatti, l’introduzione di adeguate tecnologie (predictive analytics, machine learning, etc.) consentirà di estrarre valore dalla crescente disponibilità di informazioni sui clienti e sul funzionamento dei mercati finanziari.
  • Il ruolo sempre più centrale della Trasformazione Digitale. Gli Asset Manager avevano avviato già da tempo un percorso di trasformazione digitale che ha permesso all’industry di farsi trovare preparata alle sfide poste dall’emergenza. Sono, del resto, le aspettative del cliente a imporre lo sviluppo di servizi digital oriented e di maggiore qualità, ciò anche in considerazione delle esigenze del nuovo target di clientela composto principalmente dalla “New Generation”. In questo scenario vanno affermandosi nuove modalità di comunicazione, un trend già avviato durante la pandemia (ad esempio, durante il lockdown si è fatto particolare ricorso alla comunicazione tramite mobile). Ad ogni modo un business digitale “sostenibile” deve essere dotato di tre caratteristiche: velocità (soprattutto nell’analisi dei dati), sicurezza (da eventuali attacchi informatici e tentativi di frode), affidabilità e adeguatezza (in linea con le sempre maggiori esigenze della clientela).

Con riferimento, invece, ai Wealth Manager sono emerse le principali evidenze.

  • Anche in questo caso, nel periodo di lockdown, è stata rilevata una forte accelerazione nell’adozione ed utilizzo degli strumenti digitali che ha portato soprattutto ad una modifica della “normale” relazione tra Cliente e Consulente, non più “face to face” (come concepita tradizionalmente) ma virtuale. Le modalità di comunicazione in forma digitale, basandosi su presupposti diversi rispetto a quelle “tradizionali” (ad esempio, brevità, engagement, chiarezza) hanno posto nuove sfide per i consulenti che in alcuni casi hanno dovuto fare ricorso a specifici percorsi formativi. Se, infatti, la relazione “a distanza” si affermerà come alternativa sempre più valida a quella “fisica”, essere efficaci richiederà lo sviluppo di specifiche competenze e tecniche di relazione, supportate da adeguati tool tecnologici.

 

 

  • Necessità di ampliare l’offerta e proporre ai clienti servizi personalizzati e differenziati in base alle loro esigenze. Al riguardo, come nel caso degli Asset Manager, possono essere utili gli strumenti di Analytics che permettono di conoscere meglio i bisogni del cliente, essere in grado di disegnare prodotti vicini alle sue esigenze e, quindi, migliorarne la relazione. Per i Wealth Manager, infatti, c’è una grande opportunità adesso di comprendere nel dettaglio il ruolo del consulente nell’erogazione dei servizi di investimento, di essere molto più strategici e strutturati nella costruzione dei portafogli e di migliorarne la qualità.
  • Anche i Wealth Manager hanno ribadito l’importanza degli investimenti alternativi e dei criteri ESG, considerati come un’opportunità nell’intercettare nuova clientela.

 

 

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