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I grandi temi al centro del prossimo “DIGITAL ITALY SUMMIT”

N.  Ottobre 2019
        

a cura di Roberto Masiero 
Presidente, The Innovation Group 

 

Roma, 26.28 Novembre

Si apre a Roma il 26 Novembre, a Palazzo Montecitorio, la quarta Edizione del “DIGITAL ITALY SUMMIT” che si è ormai affermato come il maggiore evento sul tema dell’Innovazione Digitale del nostro Paese.

Il Summit rappresenta la conclusione e la sintesi di un percorso annuale che ha attraversato alcuni dei più fertili “Territori dell’Innovazione” del nostro Paese, e si propone di fornire il quadro complessivo di alcune tra le più interessanti esperienze di innovazione digitale che si sono sviluppate nel mondo delle Imprese, nella Pubblica Amministrazione e nel Terzo settore.

Rappresenta inoltre un momento di riflessione collettiva su alcune delle tematiche più calde che caratterizzano questo momento di tumultuoso cambiamento tecnologico, di cui l’Intelligenza Artificiale (IA), i progressi dell’ingegneria genetica e delle neuroscienze rappresentano solo la punta dell’iceberg.

Per questo la sessione di apertura sarà incentrata sul tema “Un nuovo Umanesimo per l’era digitale”:

  • Cosa significa oggi essere cittadini in una società divenuta sempre più interconnessa e complessa proprio per la grande diffusione delle tecnologie digitali e dei servizi di Internet?
  • In che modo imprese, lavoratori e sindacato possono affrontare in modo costruttivo le sfide del “lavoro algoritmico”, evitando i rischi della tecnofobia che si va diffondendo?
  • Come l’economia dei dati può sostenere il passaggio da un’economia lineare, basata sull’estrazione di materie prime, sulla produzione ed il consumo di massa e sullo smaltimento degli scarti, all’economia circolare caratterizzata sullacondivisione delle risorse, l’impiego di materie prime da riciclo, l’uso di energia da fonti rinnovabili, così da innescare un modo di produrre e consumare responsabile?
  • E come dobbiamo attrezzarci per far fronte alle implicazioni sociali ed etiche cui le nuove tecnologie dell’Intelligenza Artificiale ci porranno di fronte?

Questi grandi temi verranno poi articolati nei tavoli di lavoro che si terranno nelle giornate successive, in cui Leader del Mondo Digitale, Imprenditori, Rappresentanti di Governo, Vertici Apicali della PA, Economisti, Accademici e Protagonisti dell’Innovazione nei vari settori del nostro Paese si confronteranno con l’obiettivo di scambiarsi e diffondere buone pratiche, identificare i nodi critici dell’Innovazione nei vari settori  e proporre soluzioni concrete, che verranno poi raccolte e presentate al Governo, alla Politica, alle Associazioni Imprenditoriali, Sindacali e del Terzo Settore.

Tutto ciò accade in un momento critico per la nostra economia, che si avvia ad una situazione in cui la crescita del PIL tende a zero, e di profonda discontinuità del nostro sistema politico.

Per questo il tema delle politiche pubbliche sarà al centro di molti dei tavoli di lavoro.

Rispetto alle nuove tecnologie, verrà approfondita ad esempio l’indicazione del Gruppo di esperti sull’IA, intesa a focalizzare la strategia nazionale non su singoli settori economici definiti a priori, bensì sulla promozione di un’IA distribuita e integrata nei processi industriali.

Da una parte, governare un’economia e una società sempre più decentralizzata nell’era del digitale potrebbe consentire di non basarsi più su autorità e istituzioni centralizzate (ad es. grazie alla blockchain).

Dall’altra però machine learning e supercomputing potrebbero rendere i sistemi centralizzati molto più efficienti. Dovremmo orientare le politiche pubbliche a favorire un’ulteriore decentralizzazione o in nuovo centralismo?

E in che modo bilanciare i vantaggi che gli utenti ottengono rendendo disponibili i propri dati alle grandi “raffinerie” e ottenendone servizi gratuiti, con le posizioni di monopolio che l’economia delle piattaforme sta progressivamente generando e con la protezione dei dati personali?

In che modo introdurre in modo sistematico l’analisi dei dati nelle politiche pubbliche, che oggi sembrano basate fondamentalmente sullo scrivere norme su norme? Come superare un policy making che oggi appare semplicemente come una forma di “law making”?

Ancora: come migliorare l’efficienza delle politiche industriali per aumentare sostanzialmente la competitività del nostro sistema produttivo? Da una parte vanno senz’altro riconosciuti i grandi meriti  del Programma “Industria 4.0, come va apprezzata l’intenzione del governo di renderne strutturali i benefici per i prossimi tre anni: ma dall’altra le metriche per misurare il successo del programma devono andare ben oltre il livello dell’acquisto di nuovi macchinari da parte delle imprese, per favorire forme di progettazione congiunta di organizzazione, lavoro e tecnologia che portino il nostro sistema produttivo ad esaltare le sue capacità di innovazione originale e diffusa.

E infine il tema della Pubblica Amministrazione e del Governo. Certo molta attenzione verrà dedicata alle eccellenze che nel corso del Roadshow di quest’anno abbiamo incontrato nei Territori del nostro Paese.

Ma il tema della semplificazione e del salto di efficienza della macchina centrale dovrà venire sviscerato a fondo.

Per ora limitiamoci qui ad osservare che il nuovo Governo sembra intenzionato a risolvere un certo dualismo che caratterizzava il precedente governo gialloverde.

Quella compagine era caratterizzata da due anime: per dirla con Nicholas Negroponte, un’anima “analogica”, molto più interessata agli atomi che ai bit – e un’anima “digitale” – che caratterizzava anche dal punto di vista antropologico molto del personale politico dei 5 stelle.

Oggi, con la nomina di Paola Pisano a Ministro dell’Innovazione tecnologica e della Digitalizzazione, questa dicotomia sembra finalmente sulla via del superamento.

E tuttavia non potrà dirsi definitivamente superata se le priorità della politica per l’innovazione digitale del Paese non verranno incardinate in alto nell’Agenda del Primo Ministro.

Il nostro Paese ha bisogno di un vero e proprio “Czar Digitale” per andare oltre i silos e le barriere interne che hanno rappresentato finora un ostacolo insuperabile in vista di un’accelerazione decisa dei processi di innovazione digitale delle Imprese, della Pubblica Amministrazione e del Terzo Settore.

Non sarà facile: alcuni hanno già ricordato improvvidamente la figura di Vivek Kundra, il primo Chief Information Officer, incaricato da Barack Obama di trasformare l’amministrazione del Paese attraverso la digitalizzazione: e rimasto vittima della reazione corporativa delle amministrazioni federali, che mal sopportavano il tentativo di imporre regole comuni in vista di un processo di integrazione che le avrebbe necessariamente costrette a soffocare molte delle loro autonomie.

Nello specifico, crediamo che vadano garantite alcune condizioni perché il processo di innovazione digitale del nostro Paese possa registrare progressi significativi:

  • che si semplifichi l’organizzazione interna e venga avviato a radicale soluzione il dualismo irrisolto tra Team per la Trasformazione Digitale e Agid, frutto di retaggi passati ormai superati e fonte di difficoltà oggettive che limitano l’efficienza potenziale di queste eccellenti risorse.
  • che l’obiettivo di costruire una Smart Nation sia non solo enunciato dal Primo Ministro, ma condiviso nei fatti dall’intero Governo, perchè l’innovatore che si addentra da solo nella terra di nessuno è destinato a soccombere. E quindi ci aspettiamo che il Ministro Pisano agisca senz’altro con prudenza, ma anche con tutta la fermezza necessaria, per essere l’interprete sul campo della trasformazione digitale e di quell’ideale di “Nuovo Umanesimo” di cui parla il Presidente Conte.

Un ultimo punto vorremmo sottolineare in queste prime note: la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione è senz’altro un elemento importante, ma non puo’prescindere da una visione sistemica dei processi di trasformazione digitale del Paese, estesa dalle Imprese e al terzo settore, dalle infrastrutture alle competenze alle politiche industriali: di qui il ruolo chiave di un Ministero dell’Innovazione che dovrebbe essere in grado di rapportarsi agilmente con gli altri Ministeri competenti, evitando al massimo la proliferazione paralizzante di comitati che rappresentano le sabbie mobili in cui rischiano di sprofondare anche le più ardite strategie di innovazione.

Su tutti questi temi , e su molti altri, lavoreremo e vi invitiamo a lavorare con noi, al Digital Italy Summit, dal 26 al 28 Novembre, a Roma.

 

 

 

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