Newsletter - Il Caffè Digitale
IL DIGITALE IN LOMBARDIA

N.  Ottobre 2017
        

a cura di Eleonora Porazzi
Junior Analyst, The Innovation Group  

 

The Innovation Group ha organizzato ‘Lombardia Digitale’, una giornata di discussione e confronto sull’ambito della trasformazione digitale nella Regione Lombardia, invitando alcuni tra più importanti esponenti dell’ecosistema economico, industriale, finanziario, accademico e del mondo della PA. L’evento ha avuto un focus regionale e ha visto la forte collaborazione della Regione Lombardia e di alcuni assessorati regionali, collocandosi all’interno del programma DIGITAL ITALY, che culminerà con il summit finale del 13-15 Novembre a Roma.

L’evento si è incentrato sul tema dello sviluppo della innovazione in Italia e in particolare nella Regione Lombardia. Secondo The Innovation Group, particolarmente in questo momento, l’innovazione italiana trova un terreno molto fertile nei territori/sistemi locali. Per mappare le fonti di innovazione presenti sul territorio, e per capirne il potenziale innovativo, è stato proposta la metodologia che utilizza il cosiddetto Diamante dell’Innovazione. In questo Diamante, la forza di un territorio dipende dall’azione concertata di quattro fattori: prima di tutto le imprese, cuore pulsante dell’Italia, alimentate dalle politiche industriali e le associazioni imprenditoriali, in secondo luogo, e non meno importanti, le istituzioni. L’interazione tra questi due elementi favorisce la nascita di ecosistemi, che delineano nuovi mercati abilitati dalle nuove tecnologie digitali.  Entrambi questi fattori devono essere supportate dalle infrastrutture (reti e piattaforme tecnologiche) ed infine, collante fondamentale di questi tre elementi, è il sistema educativo, che permette di trasformare la conoscenza e la ricerca in sviluppo ed innovazione. Questi quattro fattori devono “remare assieme nella stessa direzione sulla base della propria vocazione identitaria” per far si che si possa ottenere un efficace processo di crescita trainata dal digitale.

 

Fonte: Rielaborazione TIG

 

 

È importante però ricordare il significato concettuale da attribuire, in questo contesto, alla parola territorio. Infatti, quest’ultimo non rappresenta una nozione fisica, un semplice contenitore di laghi, terre e fiumi, ma va bensì inteso come luogo dove tutti gli stakeholder (non solo i produttori e i consumatori) operano relazionandosi tra di loro.

Un altro tema fondamentale emerso durante la giornata è stato quello riguardante il ruolo svolto dagli enti pubblici. Diversi speaker hanno ribadito come le istituzioni e la PA svolgano un importantissimo ruolo di traino, dal quale può partire una spinta alla ripresa per l’intero paese. Per esempio, una PA digitalizzata può rendere più immediati i processi autorizzativi, aumentando così la produttività delle imprese; tuttavia, una PA digitalizzata è da intendere non solo nei confronti dell’esterno (verso i consumatori finali), ma anche verso l’interno, nei confronti dei suoi processi. In questo ambito, Regione Lombardia si è mossa seguendo 3 direttrici: 1) consolidamento applicativo,  2) consolidamento infrastrutturale,  3) Adozione dell’approccio basato su Ecosistemi digitali, allineandosi così alle strategie proposte dall’Agenda Digitale Italiana.

Regione Lombardia si profila come uno dei soggetti più progrediti in tema di innovazione, digitalizzazione e nella definizione di una strategia urbana innovative e sostenibile, grazie ad iniziative quali la legge sul consumo di suolo e la legge n. 29 del 23 novembre 2016 che “ha l’obiettivo di favorire, sostenere e promuovere l’ecosistema della Ricerca e dell’Innovazione di Regione Lombardia”[1], scritta con il contributo di 350 attori dell’innovazione (imprese, istituzioni e cittadini). Di quest’ultima legge, particolarmente interessante è la sezione sulla governance, garantita da una Cabina di regia inter assessorile, supportata dalla Direzione Generale Università Ricerca e Open Innovation, che ha l’incarico di coordinare le varie politiche regionali in materia di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico. Inoltre, essa è responsabile del Programma Strategico Triennale, ovvero di un piano contenente tutti gli interventi previsti dalla regione volti a favorire l’innovazione e la digitalizzazione. Emerge un altro tema importante, che sta venendo correttamente indirizzato da Regione Lombardia, ovvero quello della Open Innovation. Open Innovation richiama le imprese italiane a collaborare maggiormente tra di loro, sfruttando e capitalizzando sulle capacità e sulle banche dati di ciascuna; allo stesso tempo, richiede alle istituzioni lo sforzo di creare con regolarità le condizioni che facilitano aggregazione di questi soggetti.

Andando sul tema “caldo” di Impresa 4.0, segnali incoraggianti sembrano arrivare dalle realtà delle imprese italiane (e in particolare lombarde), che sono state fortemente aiutate sia dal piano Industria 4.0 sia dai recenti sgravi fiscali, i quali hanno dato la spinta per una maggior efficienza di cui le PMI avevano bisogno per poter essere competitive anche nei confronti di player di dimensioni maggiori. Come segnalato durante la discussione, un altro effetto positivo del piano Calenda è l’aumento di circa il 10-15% degli investimenti in ricerca e sviluppo da parte delle imprese. Questi dati promettono ancora meglio se li si accosta all’iniziativa che verrà attuata a partire dal 2018 in termini di formazione, che è stato delineato come il collante necessario per ottenere crescita: infatti, il Ministro Calenda ha annunciato che verrà garantito un “credito di imposta su formazione 4.0” a quelle imprese che incrementeranno la spesa per la formazione.

In conclusione, dalla giornata è emersa la complessità e la pervasività della digitalizzazione, che non è un problema relegabile ad un singolo aspetto quale la produzione o il consumo, ma è una profondissima trasformazione che ha avviato un percorso di metamorfosi del modo in cui viviamo e lavoriamo. Questo implica che non è possibile, se si vuole ottenere la crescita, indirizzare le tematiche come se fossero dei silos isolati, o chiudersi in se stessi senza contatti con l’esterno. C’è invece bisogno di collaborazione e integrazione, e dunque di sinergie basate su quello che ormai viene comunemente definito il “petrolio dell’era digitale”, e cioè i dati.