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Italia e mondiali di calcio: un duro colpo per il mercato delle TV?

N.  Giugno 2018
        

a cura di Camilla Bellini 
Senior Analyst, The Innovation Group

 

Questo è l’anno dei mondiali e questo tradizionalmente significherebbe una cosa sola per il mercato delle TV: un mercato in crescita e tutta l’Italia attaccata al televisore. Il 2018 – tra la mancata qualificazione ed una serie di novità in fatto di standard di trasmissione – rischia però di diventare un “anno triste” per il mercato italiano delle TV?

Nel 2017 The Innovation Group – nel più generale piano di aggiornamento delle stime e dei trend del mercato digitale in Italia – aveva presentato l’andamento del mercato delle TV, prevedendo per il 2018 una crescita del mercato del +4,3% rispetto all’anno precedente, per un valore assoluto del mercato pari a 1,6 miliardi di Euro. Questa crescita inoltre è accompagnata da un aumento dei prezzi medi dei prodotti in questione, a fronte della diminuzione dei volumi venduti: in altre parole, i consumatori tendono a comprare meno televisori ma a scegliere modelli di fascia alta. In particolare, l’avvento sul mercato di dispositivi con tecnologia 4k ha determinato l’accentuarsi di questo trend, ovvero del prezzo medio dei dispositivi venduti, aumento che d’altra parte era già stato registrato recentemente dall’osservatorio di GFK su questi temi anche in Italia.

Nel complesso la crescita prevista era guidata sia in ripresa del trend negativo registrato l’anno precedente (nel 2017 rispetto al 2016) sia alle attese rispetto ai campionati mondiali di calcio e alla spinta che questo evento generalmente dà al mercato delle televisioni in Italia. Tradizionalmente, infatti, il mercato delle televisioni ha un andamento ondulatorio, con trend in crescita ogni due anni, in corrispondenza dei mondiali e degli europei/ olimpiadi, rispettivamente.

 

Figura 1. I trend del mercato delle TV in Italia (2015- 2020e)

Fonte: TIG 2017

 

D’altra parte, l’avvicinarsi all’inizio della competizione sportiva – che però non vede la partecipazione del nostro Paese – e gli annunci rispetto al cambio dello standard di trasmissione delle TV (processo che si concluderà nel 2022) gettano un’ombra sul trend positivo previsto per l’anno in corso. Se da un lato infatti l’assenza della nazionale dalle partite potrebbe disincentivare la sostituzione dei vecchi dispositivi con modelli a più alte prestazioni, dall’altro il timore di acquistare dispositivi che in breve diverranno obsolescenti a causa del cambiamento negli standard di trasmissione (con lo spettro della necessità di acquisto di decoder come già accaduto nel passaggio al digitale terrestre), mettono in dubbio la possibilità di raggiungimento dei target di crescita previsti.

 

 

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