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Un governo a trazione digitale per l’Italia

N.  Settembre 2019
        

a cura di Roberto Masiero 
Presidente, The Innovation Group 

 

Le nomine dei Ministri del nuovo Governo risolvono in qualche modo il dualismo che caratterizzava il precedente governo gialloverde.

Quella compagine era caratterizzata da due anime: per dirla con Nicholas Negroponte, un’anima “analogica”, impersonata dalla Lega – molto più interessata agli atomi che ai bit – e un’anima “digitale” – che caratterizzava anche dal punto di vista antropologico molto del personale politico dei 5 stelle. Oggi, con la nomina di Paola Pisano a Ministro dell’Innovazione tecnologica e della Digitalizzazione, questa dicotomia viene finalmente superata. Dotata di solida preparazione accademica e professionale, Paola Pisano ha certamente i requisiti per coprire quel ruolo di “Czar Digitale” di cui il nostro Paese ha bisogno per avviarsi a superare i silos e le barriere interne che hanno rappresentato finora un ostacolo insuperabile in vista di un’accelerazione decisa dei processi di innovazione digitale delle Imprese, della Pubblica Amministrazione e del Terzo Settore.

 

 

Non sarà facile: alcuni hanno già ricordato improvvidamente la figura di Vivek Kundra, il primo Chief Information Officer incaricato da Barack Obama di trasformare l’amministrazione del Paese attraverso la digitalizzazione: e rimasto vittima della reazione corporativa delle amministrazioni federali, che mal sopportavano il tentativo di imporre regole comuni in vista di un processo di integrazione che le avrebbe necessariamente costrette a soffocare molte delle loro autonomie.

Nello specifico, crediamo al Ministro Pisano vadano garantite due condizioni perché possa avere successo:

• che si semplifichi l’organizzazione interna e venga avviato a soluzione il dualismo irrisolto tra Team per la Trasformazione Digitale e Agid, frutto di retaggi passati ormai superati e fonte di difficoltà oggettive che limitano l’efficienza potenziale di queste eccellenti risorse

• che l’Agenda dell’Innovazione sia parte prioritaria dell’agenda del Primo Ministro, perchè l’innovatore che si addentra da solo nella terra di nessuno è destinato a soccombere. E quindi ci aspettiamo che il Ministro Pisano agisca senz’altro con prudenza, ma anche con tutta la fermezza necessaria, per essere l’interprete sul campo della trasformazione digitale di quell’ideale di “Nuovo Umanesimo” di cui parla il Presidente Conte.

Un altro punto vorremmo sottolineare in queste prime note a caldo: la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione è senz’altro un elemento importante, ma non puo’ prescindere da una visione sistemica dei processi di trasformazione digitale del Paese, estesa dalle Imprese e al terzo settore, dalle infrastrutture alle competenze alle politiche industriali: di qui il ruolo chiave di un Ministero dell’Innovazione che dovrebbe essere in grado di rapportarsi direttamente con gli altri Ministeri competenti, evitando al massimo la proliferazione paralizzante di comitati che rappresentano le sabbie mobili in cui rischiano di sprofondare anche le più ardite strategie di innovazione. Infine, nel fare i migliori auguri al Ministro Paola Pisano per ila sua nuova importante missione, osserviamo che il “cambiamento antropologico” non si ferma qui.

 

 

Ci riferiamo alla nomina di Federico D’Incà, già Questore della Camera e Coordinatore dell’Intergruppo Parlamentare Innovazione, a Ministro ai Rapporti con il Parlamento. Federico D’Incà, una brillante mente digitale che abbiamo già avuto occasione di apprezzare per il suo lavoro di diffusione della cultura digitale e per il Progetto Digitale della Camera dei Deputati da lui promosso, potrà ora continuare e ampliare nel suo nuovo ruolo la sua attività di “contaminazione digitale” al servizio del Paese. I migliori auguri anche a lui.

 

Tratto dall’articolo uscito su ICTBusiness.it il 4 settembre 2019

 

 

 

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