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Il Capitolo 2° del Cloud: ibrido e multiplo

N. Marzo 2019

a cura di Ezio Viola
Managing Director, The Innovation Group

 

Dalla survey annuale sui temi della trasformazione digitale delle imprese che The Innovation Group ha appena condotto e che verrà presentata al prossimo Digital Infrastructure Summit del 27 Marzo a Milano, è evidente che anche per le aziende italiane una strategia di Cloud Transformation sia una delle priorità, sia per IT manager che per le funzioni di business. Inoltre, più di un quarto di esse ha a piano di portare sul cloud workload relativi a sistemi core dell’azienda mentre un altro 52% ha selezionato solo alcuni sistemi mentre solo il 20% è ancora fermo. Inoltre, ancora più significativo è che nel giro dei prossimi 2-3 anni la strategia cloud si concretizzerà sempre di più   nell’utilizzo di ambienti e piattaforme “multicloud hybrid” con quasi il 60% di aziende che sta adottando questa strategia cloud e con una ripartizione della spesa IT tra on-premise e i vari ambienti cloud che è già tra il 20 -30 %.

Questi dati sono solo i più recenti che indicano come ci troviamo di fronte a cambiamento nel mercato del cloud in cui domanda e offerta sono arrivare a quello che alcuni, come la CEO di IBM Ginni Rometty, definiscono il 2° CAPITOLO del cloud:

“Chapter one of the cloud represented about 20% of the workload opportunity. It was largely about moving a lot of new and customer-facing applications to the cloud. Chapter two is about the hard stuff. It’s about scaling AI and creating hybrid clouds. It’s about bringing the cloud operating model to all those mission-critical apps and enabling customers to manage data, workloads, and apps and move them between multiple clouds”

IBM non è la sola in questo posizionamento per la fase 2 del cloud. Si trova insieme ai principali giocatori che non sono solo i grandi giganti del cloud pubblico (AWS, Microsoft in primis e Google) , ma anche aziende come Cisco, VMware, HPE o altri giocatori più piccoli e specializzati come ServiceNow, Nutanix. Ognuno sta cercando di posizionarsi nel Capitolo 2 dell’era del Cloud. In particolare, IBM sta spendendo 35B$ per acquisire Red Hat, una mossa pesante sulla scacchiera competitiva che testimonia anche come finora la strategia IBM Cloud, fondata 2 anni fa sulla piattaforma Softlayer, e la commercializzazione da diversi anni di Watson, non sono stati sufficienti per vincere nel prossimo capitolo del mercato Cloud.  IBM vede nell’open source, Kuberntes, containers, microservizi, e sviluppatori, componenti necessari per lo sviluppo delle nuove architetture cloud-compliant, la base per avere successo nella nuova fase.

Il Capitolo 1 del cloud era basato sul modello che si paga quello che si usa delle risorse ICT. Inoltre, la crisi economica del 2007-2009 ha indirizzato molte aziende a spostare i costi ICT da Capex a Opex offrendo anche maggiore agilità e velocità al business nel rispondere quando la crisi si attenuata e passati.  Contemporaneamente alcuni grandi giocatori come Microsoft si sono trasformati sposando una strategia forte sul cloud, “cloudificando” le proprie piattaforme sw in primis Office 365 e facendo di Azure il centro della sua offerta cloud.  I tre giocatori globali del public cloud (AWS, Microsoft e Google) hanno definito quindi un nuovo modello economico dell’IT basato su scala, innovazione e automazione, applicando gli “economics” del software al deployment delle infrastrutture tecnologiche e operation dell’IT.
Questo ha prodotto un riposizionamento di molte delle aziende software verso un portafoglio SaaS ;  basta pensare ad Oracle e SAP oltre che Microsoft  e IBM  per differenziarsi e creare valore nella parte alta dello stack architetturale del Cloud.

La leadership nel Capitolo 2 del cloud sarà sempre di più legata alla capacità di costruire una piattaforma digitale per il business basata su Cloud, Dati e AI e sviluppare applicazioni che permettano la trasformazione digitale delle aziende, che siamo alimentate da dati e con una piattaforma di machine intelligence e AI che estragga valore e renda scalabile e operativa l’AI.

In questa direzione si inserisce anche l’acquisizione di Red Hat da parte di IBM per avere a disposizione una nuova specie di sviluppatori che usano tool nativi per “cloud-ificare” e “da-tificare” le applicazioni di business. Le applicazioni si basano su nuove architetture e piattaforme digitali integrando dati, workload in ogni configurazione cloud sia on premise che multicloud. Inoltre, l’annuncio che IBM renderà disponibile Watson su ogni altra piattaforma on-premises, public e hybrid cloud è significativo di un cambiamento radicale della strategia stessa sull’AI.

Anche gli altri giocatori si stanno muovendo o hanno già esplicitato le loro mosse. Ad esempio, il recente accordo tra Vmware e AWS, dopo la rinuncia alla sua offerta di public cloud, va in questa direzione di abilitare ambienti Ibridi e muticloud offrendo l’opportunità di una value proposition multi-cloud anche a Dell.  Anche Cisco recentemente ha annunciato una strategia multicloud partendo dalla sua forte posizione nel networking, cercando di essere la “colla” trai i vari ambienti cloud con una offerta di orchestratione e software management per i dati sulla rete. Così come HPE sta provando ad essere un fornitore di servizi multi-cloud ripacchettizzando la sua offerta di hardware e servizi.  Anche le ultime mosse di Microsoft vanno nella direzione del Capitolo 2 del cloud non ultima l’acquisizione di GitHub insieme ai suoi investimenti in AI e l’evoluzione di Azure.  Anche il nuovo focus sul Cloud di Google con i cambiamenti alla guida della strategia e offerta di servizi cloud insieme anche ai già notevoli investimenti su dati e AI già noti segnano un riposizionamento e spinta in questa direzione. AWS che dopo aver sposato una strategia Hybrid anche con l’alleanza con Vmware, rimane per ora molto legato ad una strategia mono vs multi-cloud sostenendo che un approccio multi-cloud può essere meno sicuro, più complesso e più costoso. Se la realtà del mercato andrà verso il multi-vendor e multi-cloud in futuro si adeguerà così come ha fatto con l’annuncio di Outposts rendendosi conto che non tutti i data center andranno in cloud ma conviveranno con esso. Sembra chiaro che il nuovo mix virtuoso e vincente nel capitolo 2 del Cloud combina Data+AI+Cloud: una architettura dati moderna basata su un unico modello dei dati è la base per acquisire un vantaggio competitivo attraverso l’utilizzo di machine intelligence (AI) per estrarre valore e il cloud permette la sua scalabilità e le performance, apre e attrae innovazione attraverso gli ecosistemi digitali emergenti.

Il mondo multi-cloud ancora oggi sembra complicato anche perché è ancora una diversificazione di vendor piuttosto che una vera strategia basata sempre sulla scelta del giusto cloud per il giusto workload e porterà inevitabilmente alla necessità e opportunità di poter gestire cloud multipli attraverso strumenti e processi nuovi di management dei dati, di gestione della sicurezza e di governance delle operation che via via l’offerta del mercato cercherà di soddisfare.

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