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IoT e nuovi modelli di gestione d’impresa: il ruolo del Risk Manager

N.  Settembre 2019
        

a cura di Chiara Zaccariotto
Office Manager ANRA e
Direttore Responsabile www.anra.it 

 

I processi di digitalizzazione e innovazione, l’evoluzione delle imprese verso l’Industria 4.0, richiedono una strategia che coinvolga l’organizzazione in modo olistico, sistemico, nel suo complesso. Un approccio non sufficientemente diffuso nel nostro paese, ma in cui il Risk Manager può giocare un ruolo chiave

Le innovazioni introdotte dall’Industria 4.0 nelle imprese hanno portato ad una trasformazione radicale dei processi, con rapidi cambiamenti che in una decina d’anni hanno introdotto una massiva digitalizzazione, con tecnologie quali la blockchain e lo smart contract, l’utilizzo della robotica e del machine learning, l’Intelligenza Artificiale. E’ una tendenza che riguarda anche l’Italia: secondo l’Osservatorio Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2018 i progetti in questo settore nel nostro paese hanno raggiunto un valore complessivo di 3,2 miliardi di euro, con 800 applicazioni censite, tra cui prevalgono industrial IoT, industrial analytics e cloud manufacturing.

Uno scenario dinamico e le cui potenzialità sono chiare per le imprese italiane, che si aspettano benefici tangibili soprattutto nella flessibilità e nella riduzione dei costi, nell’aumento dell’efficienza dei processi e degli impianti e nella diminuzione dello spreco di tempi e risorse nella progettazione.

Si tratta però di una strada non priva di difficoltà e sfide: sempre secondo il Politecnico, le barriere maggiormente percepite dalle imprese sono le difficoltà nell’uso della tecnologia e nell’adozione degli standard (59%), le problematiche di natura organizzativa e gestione delle competenze (41%), le difficoltà di change management (20%) e l’insoddisfazione per l’offerta attuale del mercato (17%). Le evoluzioni dell’Industria 4.0 impongono infatti un ripensamento dei modelli di gestione e richiedono una ristrutturazione dell’organizzazione su nuovi paradigmi, perché modificano flussi e processi, attività e modalità di lavoro del personale, competenze tecniche necessarie.

E’ chiaro che tali cambiamenti, per essere ben gestiti, richiedono il coinvolgimento di più persone: non solo del top management, ma anche delle funzioni HR, IT, logistica, e non in ultimo di chi si occupa di Risk Management. E’ un ruolo per sua natura multidisciplinare e poliedrico, e può rivelarsi strategico nella definizione di un nuovo modus operandi. L’iter del cambiamento, la strategia, devono però essere condivisi con le altre figure coinvolte, e come ciò sia concretamente realizzabile sarà il tema al centro della tavola rotonda “IoT e nuovi modelli di gestione d’impresa”, una delle sessioni del prossimo Convegno Annuale ANRA (3 ottobre, presso l’Auditorium Assolombarda a Milano). Enrico Guarnerio, Tesoriere ANRA e CEO di Strategica Risk Consulting, che farà parte del panel, sottolinea: “La gestione del rischio, soprattutto nei progetti di ingegnerizzazione e innovazione dell’impresa, deve entrare dalla porta principale, agganciandosi ai processi di pianificazione strategica. E’ una funzione che, grazie all’ampia panoramica che ha sul contesto interno ed esterno all’azienda e ai rapporti costanti che sviluppa con altri ruoli chiave, gioca un ruolo fondamentale”.

Non si tratta di un messaggio scontato, considerando che proprio i dati diffusi dal Politecnico – secondo cui meno del 20% delle imprese si è concentrato sull’impatto su ruoli, competenze gestionali e relazionali e sui comportamenti attesi – mostrano che in pochissimi casi l’industria italiana sta affrontando la rivoluzione 4.0 con un approccio sistemico, che guardi contemporaneamente alle soluzioni tecnologiche e al modello organizzativo, e sono ancora più rare le organizzazioni che valutano adeguatamente l’impatto delle scelte tecnologiche, con un approccio risk-based.

 

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