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Allarme dalla Generazione Z: senza consapevolezza e competenza digitale perdiamo la Persona e il treno dell’innovazione digitale

N.  Novembre 2018
        

intervista a Ettore Guarnaccia 
Strategic IT & Cybersecurity Manager with Broad Experience in Leadership, Innovation, Governance and Business Enablement

 

Monitorare e conoscere i rischi della rete in evoluzione permanente; intervenire per una cittadinanza e un’imprenditoria resilienti in grado di esprimere il potenziale digitale e non esserne vittime inconsapevoli. Una estesa e particolareggiata indagine generazionale ci dice che è ora di creare un osservatorio nazionale e introdurre l’educazione digitale nelle scuole e all’Università.

È stato da poco pubblicato il libro “Generazione Z: Fotografia statistica e fenomenologica di una generazione ipertecnologica e iperconnessa”, una analisi critica di una recente indagine dettagliata condotta tra gli appartenenti alla Generazione Z dallo stesso autore Ettore Guarnaccia e arricchita da interventi di altri sei contributor, impegnati sul campo come psicoterapeuti, consulenti in informatica e media digitali, coach e tecnologi*.
Ne parliamo con l’ideatore e autore per capire come nasce il progetto e quali conseguenze è opportuno trarne.

 

Ettore Guarnaccia. Chi è Lei e che cosa è Generazione Z?

Ettore Guarnaccia è un manager e professionista certificato in cybersecurity e gestione del rischio da sempre al servizio della sicurezza bancaria, ma è anche il padre di un adolescente, membro della Generazione Z. Il libro rappresenta il compimento del progetto volontariale “Generazione Z” lanciato da me nel 2016 sulla spinta di problematiche e attività di awareness aziendali e l’osservazione dell’esperienza digitale di mio figlio tra le mura domestiche. Mi ero reso conto che le due esperienze dovevano essere messe l’una al servizio dell’altra e avevo cominciato a impegnarmi per parlare di rischi anche fuori dall’azienda. Per affinare il mio lavoro e capire meglio su quali tasti battere, ho poi deciso anche grazie all’aiuto di associazioni come “Rete Progetti” di Padova e “#UnitiinRete” di Rovigo, di provare a rilevare gli aspetti esperienziali, emotivi e comportamentali di bambini e adolescenti nell’uso delle moderne tecnologie digitali di comunicazione (smartphone, tablet, social network, messaggistica istantanea, chat, webcam, ecc.). Sono partito cioè da un punto di vista diverso dei pur prestigiosi e più noti osservatori e report nazionali e internazionali su cui mi ero documentato, per capire meglio e calibrare meglio i miei interventi a favore di giovani studenti, insegnanti, educatori o anche avvocati e magistrati che già da tempo tenevo.

 

Dunque una rilevazione statistica rivolta ai nati dopo il 1995 e prima del 2010. Persone che cominciano a votare e ad entrare nel mondo del lavoro o che lo faranno nel giro di 10 anni. 

Si. Si è trattato di un sondaggio condotto online in modalità CAWI con un questionario di 100 domande cui hanno aderito 15 istituti scolastici del Veneto. L’indagine è stata chiusa a dicembre del 2017: 2.058 questionari raccolti e un campione che va dai 9 ad oltre 18 anni, cioè dalla quarta elementare alla quinta superiore, una base dati importante che ha consentito di realizzare un’analisi dai risultati molto interessanti su fenomeni, tendenze, comportamenti, competenze e disagi di bambini e adolescenti della cosiddetta “Generazione Z”, quella dei “nativi digitali”.

  

Dalla rilevazione al libro. Perché leggerlo e cosa ci troviamo?

Questo libro non tratta solo di cyberbullismo – argomento ormai abbondantemente inflazionato e oggi, dopo anni di progetti nelle scuole, a minore incidenza – ma affronta numerosi altri fenomeni e rischi legati all’esperienza digitale e online di bambini e adolescenti. Fra questi la dipendenza tecnologica dai videogiochi e dal gioco d’azzardo, l’adescamento online, la sessualità virtuale, l’uso responsabile dei social, l’emulazione di mode pericolose, i videogiochi violenti, la tutela della privacy e dell’immagine personale, la violazione del diritto d’autore e diversi altri fenomeni come disturbi psicofisici, hate speech, vamping, sexting, sextortion, revenge porn, online challenge e molto altro. Contiene inoltre utili consigli di prevenzione e un’indice analitico per ricercare nel testo termini e concetti.

Grazie alla indagine e a più di 300 chart che ne sono state tratte, è stato possibile trasferire nel libro la natura fortemente attrattiva delle moderne tecnologie digitali, sviluppate appositamente per catturare al massimo l’attenzione e i dati degli utenti, un invito rivolto al lettore a riflettere sull’importanza del ruolo dei genitori specialmente per il futuro della parte più giovane di questa nuova generazione e di quelle che seguiranno e sul fondamentale compito educativo del sistema scolastico per il trasferimento delle competenze digitali e degli strumenti cognitivi di cui i bambini e gli adolescenti, ovvero i cittadini e i lavoratori di domani, hanno assoluto bisogno. Solo la consapevolezza può rendere l’utente privato o professionale padrone e non succubo di strumenti tecnologici e di un contesto digitale che prima di tutto possono e devono costituire un’opportunità!

 

Abbiamo compreso che il libro è stato una necessaria conseguenza dei risultati dell’indagine. Oltre a voler condividerne gli esiti con noi e con il vasto pubblico, ha nuove aspettative e obiettivi?

L’auspicio è che questo lavoro, nato da un senso di responsabilità verso la comunità, come compendio di tutte le esperienze e competenze sviluppate in anni di esperienza lavorativa e di conduzione del progetto, venga accolto, da un lato dal mondo dell’editoria per la scuola e per i ragazzi per opportune revisioni editoriali che ne agevolino diffusione, adozione e fruibilità, dall’altro dalle istituzioni come stimolo a  creare un Osservatorio Permanente Nazionale e l’introduzione nel programma scolastico e universitario di una nuova disciplina: l’Educazione Digitale. Il mondo digitale è in continua evoluzione e così i rischi. Conoscere quelli insieme a comportamenti, emozioni, livello di competenze e grado di consapevolezza vuol dire allineare la formazione. Siamo convinti che nel mondo dell’intelligenza artificiale, dei Big Data dell’IoT cittadini e lavoratori possano essere impreparati riguardo alle tecnologie, alle loro logiche di funzionamento o alle responsabilità che ci si prende creandole, usandole, mal usandole?

 

*Il libro beneficia dei punti di vista su specifici argomenti di altri professionisti come Gregorio Ceccone, educatore ed esperto di media, Garibaldi Conte, consulente, Guido D’Acuti, psicologo e psicoterapeuta, Davide Dal Maso, educatore e coach, Andrea Micheletti, esperto di comunicazione, e Claudio Simoni, stratega tecnologo. La prefazione è di Gigi Tagliapietra, mastro tecnologo e presidente onorario del Clusit, mentre Federica Boniolo, psicologa e presidente di #UnitiinRete, ha curato parte dell’introduzione. L’opera è disponibile per l’acquisto su Amazon anche per Kindle e può essere richiesta anche direttamente all’autore tramite il suo blog www.ettoreguarnaccia.com. La prima distribuzione è finanziata da Achab S.p.A., società specializzata nella distribuzione di soluzioni software a valore per gli operatori del mondo IT. Nel Blog sono reperibili dettagli su genesi e finalizzazione del progetto nocnché video e slide della recente prima presentazione ufficiale.

 

Riferimenti del progetto:

Progetto Generazione Z
Sito web dell’associazione Rete Progetti: www.reteprogetti.it
Pagina Facebook dell’associazione #UnitiinRete: www.facebook.com/unitiinrete.aps/
Informazioni specifiche sul progetto: www.ettoreguarnaccia.com/archives/category/generazionez

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