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Marco Salvadori: obiettivi e le priorità della Digital & Innovation Strategy di Fastweb

N.  Luglio
        

a cura di Ezio Viola 
Managing Director, The Innovation Group 

 

Questo mese abbiamo fatto colazione con…
Marco Salvadori, Responsabile Digital & Innovation di Fastweb


Quali sono gli obiettivi e le priorità della Digital & Innovation Strategy di Fastweb?
Quando sono arrivato in Fastweb a settembre 2014, l’obiettivo era quello di unire e dare forma a due grandi aree, quella Digital e quella Innovation. Per quel che riguarda l’area Digital, questa può essere intesa in diversi modi: in particolare, mi sono occupato dell’iniziativa Digital IQ, ossia di uno strumento di assessment e valutazione delle competenze e delle attitudini digitali, da usare internamente ed esternamente all’azienda. Con l’Università di Maastricht e di Milano- Bicocca, è stato costruito un schema di valutazione basato sugli individui, sulla loro conoscenza e soprattutto sulle loro attitudini verso il digitale: non solo quanto una persona sa usare uno strumento digitale, ma soprattutto quanto dimostra di avere le attitudini necessarie in un contesto digitale. Questo metodo, una volta messo a punto, è stato applicato internamente e, successivamente, proposto ad altre aziende: questo strumento infatti ben si accompagna con i processi di riqualificazione delle risorse umane in corso in alcune aziende, che riconoscono come la trasformazione digitale non sia fatta solo di tecnologia, ma soprattutto di persone. Per quanto riguarda l’area Innovation, questa non riguarda solo la componente d’innovazione dell’offerta, del go-to-market, che d’altra parte è sempre stata fatta, ma soprattutto l’innovazione di prodotto. Abbiamo infatti cominciato a ragionare sulla possibilità di utilizzare la nostra infrastruttura per veicolare soluzioni software- based, che possono anche essere oggetto di offerte particolari su segmenti specifici attraverso il cloud applicativo.

Quali sono le iniziative che state sviluppando in quest’ambito?
Abbiamo sempre lavorato sulla connettività cercando di offrire la migliore connessione possibile, in termini non solo di velocità, ma anche di stabilità. Ma non solo. Il mercato oggi è saturo e per far fronte a questa situazione abbiamo sviluppato servizi ICT a valore aggiunto puntando su Cloud e servizi di Sicurezza gestita per il mondo Enterprise, che è il nostro mercato di riferimento e di cui siamo fornitori riconosciuti. Disponiamo infatti di un’infrastruttura Cloud, basata su Datacenter di ultima generazione tra cui quello Tier IV di Milano, certificato dall’UpTime Institute di New York che si sta arricchendo sempre di più di componenti software. In particolare, abbiamo appena concluso il trial di un marketplace SaaS che verrà rilasciato commercialmente, con un primo catalogo di applicazioni, in autunno.

In che cosa è innovativo questo marketplace?
Ciò che è innovativo è il posizionamento, dal momento che, contrariamente a quanto fatto da altri competitor che inizialmente si sono rivolti alla fascia delle grandi aziende, Fastweb da subito ha scelto di rivolgersi alle imprese medio- piccole. Le applicazioni sono sviluppate da terze parti, soprattutto da software houses che sviluppano software professionali per le aziende italiane, ossia che sono aderenti alle normative italiane della contabilità, della gestione delle risorse umane, della logistica, ect. Il nostro marketplace offrirà la fruizione del software prevalentemente sulla nostra infrastruttura cloud, mentre le modalità di commerciali e di supporto dipenderanno dallo specifico ISV.

Il business model è quindi quello di un marketplace software?
Sì. In particolare avremo due tipi di offerta: le applicazioni degli ISV, con un catalogo iniziale di qualche decina di titoli, che sono appoggiati su nostro cloud ed evolveranno nel tempo; una selezione di software open source e stiamo stimolando i nostri business partner a creare template di personalizzazione e quindi gestire un business proprio che rafforza il nostro e loro posizionamento sui clienti finali.

Qual è il piano evolutivo di questo progetto nel medio- lungo periodo?
Nel breve periodo l’obiettivo è avviare il marketplace B2B, dopo la sperimentazione pre-commerciale nei mesi scorsi. Poi puntiamo all’arricchimento del catalogo, anche con prodotti verticali per alcuni settori.

Secondo lei, quali sono le tecnologie che nei prossimi anni avranno un impatto significativo nella trasformazione del business di Fastweb?
A mio avviso, particolarmente significative sono tutte tecnologie software- based; in particolare, trovo disruptive soprattutto le strutture di archivi non SQL, non relazionali, tutto quello che è legato ai big data, così come alle logiche del cognitive learning e del machine learning. Come queste tecnologie si possano applicare al business di Fastweb? Ad oggi non abbiamo degli use case già definiti, stiamo lavorando ad alcuni progetti, ad esempio nell’ambito dell’inbound customer service, ossia in processi altamente ripetitivi ormai abbastanza ottimizzati in termini di rapporto costo/ relazione. A questo proposito, abbiamo appena concluso una Request For Information su undici use case legati ai big data, incluso quello relativo allo smart inbound, o legati alla churn prevention, alla predictive maintanance, al lock- in prediction, etc. Sul tema big data stiamo lavorando anche con Swisscom, il nostro azionista: si è infatti appena conclusa una Call for Innovation che è stata organizzata anche in collaborazione con Proximus. Eravamo alla ricerca di proposte che avessero alla base un progetto praticabile di sviluppo di servizi per gli end user, aziende o individui, basati sui dati che noi Telco generiamo. A giugno si tiene il momento finale di premiazione: i vincitori vedranno la loro idea inserita nelle nostre soluzioni o offriremo loro degli accordi di reselling. In futuro abbiamo intenzione, come Fastweb, di ricorrere ancora a questo strumento – la call for innovation – per raccogliere idee e progetti per il nostro nuovo modem: questo modem consentirà infatti di eseguire applicazioni, al proprio interno, in una logica di App Store: non sarà solo un’innovazione di stile, ma anche di contenuti.

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