29.01.2026

L’utopia di città-stato autogovernate e digitali non passa di moda

Il Caffè Digitale

 

Nell’ultimo decennio si sono susseguiti annunci e iniziative orientate alla creazione di utopie di governo incentrate sul modello della città-stato. Giornalisti e media ne monitorano ciclicamente le evoluzioni, anche se pochi sembrano i progetti in grado di concretizzarsi

Nelle scorse settimane sul Corriere della Sera Massimo Gaggi ha pubblicato un articolo che racconta i più recenti sviluppi dell’utopia – per lo più americana – di città- stato autogovernate, dove la tecnologia svolge un ruolo non secondario: sia perché diversi promotori e supporter di questo modello vengono proprio da questo mondo, sia perché il loro sviluppo è spesso intrecciato alle criptovalute e all’adozione di tecnologie digitali avanzate. Nell’articolo si parla soprattutto di Praxis, una start-up che promuove la creazione di una “nazione digitale” e si proporrebbe, in una location non ancora definita, di costruire una città-stato tecnologicamente avanzata libera da vincoli di governo e fiscali. Ma non è l’unico esempio di annunci e dichiarazioni di progetti simili, che in alcuni casi sembrano aver ricevuto anche supporto e investimenti concreti. Di seguito una rapida panoramica di un fenomeno che, ciclicamente, torna a destare attenzione mediatica.

 

Praxis, costruire la prima “nazione-digitale”

È una start-up fondata nel 2019, inizialmente con il nome di Bluebook Cities, poi diventata “Praxis”. Il suo obiettivo – almeno da quanto dichiara sul proprio sito – sarebbe quello di costruire la prima “nazione Digitale” al mondo, un nuovo paradigma politico globale in contrapposizione agli Stati-Nazione.

 

Da Puertopia a Sol, un’utopia per crypto imprenditori a Portorico

Questo progetto prende forma in seguito all’uragano Maria, che colpisce Portorico nel 2017. A fronte degli ingenti danni e la distruzione causati dalla calamità, un gruppo di imprenditori e investitori in criptovalute si trasferisce sull’isola e propone l’idea di creare a Portorico una città basata su blockchain e valute digitali. Il progetto viene rinominato “Sol”, ma non sembra essersi concretizzato.

 

Prospera, la startup city controversa sull’Isola di Rotan

Questo progetto vede la nascita di una città-stato innovativa sull’Isola di Rotan, all’interno di una delle zone economiche speciali, le cosiddette Zones for Employment and Economic Development (ZEDEs), in Honduras. Lo sviluppo di questa città, gestita da un’azienda privata e la cui cittadinanza ha un costo annuo, ha suscitato anche diverse controversie in ambito ambientale e sociale.

 

Una città per le criptovalute a La Union, in El Salvador

Nel 2021 il presidente di El Salvador annuncia il progetto “Bitcoin City, che prevede la creazione, lungo il golfo di Fonseca, di una città interamente vocata e finanziata dalle criptovalute. Anche la scelta del sito è strettamente connessa al mining di valute digitali: dovrebbe venir costruita ai piedi di un vulcano, insieme ad una centrale geo-termica che genererà energia per alimentare il processo di creazione di criptovalute, notoriamente energivoro. Ad oggi l’unico segnale di concretizzazione di questo progetto sembra essere la costruzione di un aeroporto nell’area, che pare tra l’altro aver generato preoccupazione in termini ambientali.

 

Il progetto senegalese fallito di Akon City

Quello di Akon City è un progetto annunciato per la prima volta nel 2018 dal cantante e produttore discografico statunitense (di origine senegalese) Akon. Attualmente però, riporta la BBC, pare che a Mbodiène, il sito di 800 ettari identificato per la costruzione della città a circa cento chilometri dalla capitale senegalese, non presenti particolari segni di sviluppo e si valutano utilizzi più realistici di questo terreno, dal significativo valore turistico. 

 

Camilla Bellini
Content & Research Manager, TIG – The Innovation Group

 

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