Il rinascimento del deep tech italiano
Il Caffè Digitale


Una recente analisi di CDP venture capital in collaborazione con AIFI – Italian Private Equity, Venture capital and Private Debt Association e PitchBook racconta lo scenario del venture capital in Italia e la crescente rilevanza del panorama deep tech nel Paese.
L’ultima edizione dell’Italy VC Monitor di CDP Venture Capital, pubblicato ad inizio anno, mostra un mercato del venture capital in Italia in espansione, con diversi elementi positivi. Nella prima metà del 2025 le startup italiane hanno raccolto più di 630 milioni di euro, con una crescita di oltre un terzo del valore raggiunto nello stesso periodo nel 2024; allo stesso tempo, il volume dei deal è rimasto stabile, con una crescita del numero di round di medie dimensioni tra i 10 e i 25 milioni di euro – che passa da 9 a 15 – ad evidenza di una maggiore attenzione verso aziende con modelli già comprovati.
La dimensione internazionale e le “dual company”
È forte anche la capacità di attrazione di capitali esteri, con più del 40% dei deal di venture capital italiani che lo scorso anno ha coinvolto investitori stranieri. La dimensione internazionale del venture capital italiano si ritrova anche nelle crescenti iniziative nell’ambito delle cosiddette “dual company”, ossia aziende che mantengono una forte presenza in Italia, con fondatori spesso italiani, ma che hanno la propria sede legale o commerciale in un altro Paese. Lo stesso portfolio di CDP Venture Capital include diverse aziende in ambito AI in questo senso, come le citate Nozomi Networks, attiva nell’ambito della cybersecurity OT e IoT per le infrastrutture critiche, con due italiani (i varesini Andrea Carcano e Moreno Carullo) tra i fondatori e ora sede negli Stati Uniti; o Axelera AI, che offre soluzioni di AI “at the edge”, con un italiano (Fabrizio del Maffeo) alla leadership ma con sede nei Paesi Bassi.
AI e cybersecurity attirano investimenti
L’ambito dell’intelligenza artificiale, così come quello della cybersecurity, è uno dei temi dominanti nei mercati del venture capital, nel mondo così come in Italia. Come riporta il monitor di CDP, nel 2024 in Italia i deal di venture capital legati a tecnologie e soluzioni di AI hanno raggiunto un valore di 851,5 milioni di euro, per 98 transazioni, pari al 46,8% del totale dei deal di VC nel Paese e al 26,3% del conteggio totale dei deal. Nella prima metà del 2025, questo valore ha raggiunto già i 189,7 milioni di euro, contro i 107,8 milioni raccolti nello stesso periodo nel 2024; anche in termini di deal il numero è in crescita nel confronto anno su anno: nella prima metà del 2024 erano 45 i deal di VC all’attivo nell’ambito dell’AI, contro i 51 registrati nella prima parte del 2025. Anche l’ambito della cybersecurity attira l’attenzione e gli investimenti da parte dei VC: nel 2024 sono infatti stati investiti 51,4 milioni di euro, per un totale di 7 deal, arrivando a coprire circa l’1,9% del valore complessivo dei deal di VC in Italia. Nella prima metà del 2025 si registrano inoltre già 5 deal per un ammontare totale di 6,2 milioni di euro.
I settori strategici dell’innovazione
Gli investimenti in tecnologie di intelligenza artificiale e in sicurezza informatica si intersecano anche con l’interesse verso settori e ambiti strategici, come le energie pulite, l’ambito industriale, le infrastrutture e la mobilità, la sanità, l’ambito dello spazio e dell’agrifood. Interessanti gli use case che si generano da questo incontro: dall’ottimizzazioni delle reti e al modelling nell’ambito delle rinnovabili (per quanto riguarda il cleantech), all’analisi dei dati satellitari e ai sistemi autonomi per l’aerospazio (lo spacetech), ai sensori real-time con l’analisi delle immagini e alle soluzioni di computer vision per i veicoli autonomi (l’Infratech & Mobility). In termini di numero di deal, nella prima metà del 2025 è soprattutto il settore della sanità quello che risulta più attivo, seguito dal settore delle Cleantech (benché in calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e dalle Infratech (in aumento).
Camilla Bellini
Content & Research Manager, TIG – The Innovation Group
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