Donne e smart working: un rapporto da perfezionare

Donne e smart working: un rapporto che crea gioie e dolori. Il tema del telelavoro coadiuvato dalle tecnologie è salito alla ribalta nel 2020, con i primi traumatici lockdown, mentre ora si ragiona soprattutto sulle prospettive del lavoro ibrido, su cui molte aziende sembrano indirizzate. Il succo della questione però non cambia: la condizione lavorativa e familiare delle donne è attraversata da difficoltà che, se non esclusive del genere femminile, certamente lo caratterizzano più di quanto non riguardino gli uomini. Sommerse da un carico di responsabilità e impegni quotidiano che spesso è ancor superiore a quello dell’era pre pandemia. Questo è emerso da uno studio condotto dalla School of Gender Economics dell’Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza su 800 donne italiane. 

Il passaggio allo smart working non ha comportato solo svantaggi: tra le parole più ricorrenti nei discorsi delle intervistate spiccano termini di accezione positiva, come libertà, collaborazione, obiettivi. Ma anche parole sintomo di stati d’animo negativi, come  isolamento, fatica, ritmo. Ne abbiamo discusso con Azzurra Rinaldi, direttrice della School of Gender Economics dell’Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza.

Il tema del rapporto fra donne e smart working è stato affrontato anche all’estero da altre ricerche, che hanno confermato un quadro non troppo di dissimile da quello italiano. Citiamo per esempio un sondaggio di Deloitte Global, realizzato tra agosto e settembre del 2020 da Forbes Insights, che ha evidenziato gli effetti dell’improvvisa imposizione dello smart working sul grado di stress e sulle preoccupazioni delle donne che lavorano. Sul totale delle 385 intervistate (professioniste occupate full-time francesi, britanniche, canadesi, cinesi, giapponesi, indiane, australiane , statunitensi e brasiliane), il 70% ha detto di essere in difficoltà a causa dei cambiamenti piombati all’interno della routine quotidiana. Per il 29% delle intervistate, questi cambiamenti potrebbero anche rappresentare un ostacolo per la carriera.

COME NASCE IL BLOG

DITE significa Donne, Innovazione e Transizione Ecologica: temi solo apparentemente distinti, e che si intrecceranno sempre di più in una futura società che voglia essere inclusiva, libera dai pregiudizi di genere, digitale e sostenibile. D’altra parte questi sono anche gli obiettivi al centro del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che vogliamo seguire e presidiare su queste pagine.

DITE è anche uno dei temi protagonisti del nostro evento Digital Italy, durante il quale un tavolo di lavoro sarà dedicato alle relazioni tra mondo femminile, innovazione e rivoluzione green.

Ma il dibattito proseguirà anche oltre il Digital Italy, qui su DITE, che (come il nome suggerisce) è anche un invito alla parola: in questo blog si raccontano e portano il loro punto di vista imprenditrici, rappresentanti delle istituzioni e donne appassionate di digitale. Continueremo a dare spazio alla discussione anche dopo il Digital Italy, sul blog e con un ebook che nascerà dalla selezione di alcuni articoli delle autrici di DITE.





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