Portare le ragazze nei corsi universitari Stem per un futuro più inclusivo

Come portare le donne a interessarsi alle materie Stem (Sciences, Technology, Engineering and Mathematics), un ambito oggi molto fruttuoso dal punto di vista occupazionale e ancor più promettente per il futuro? Non è un mistero la tradizionale, perdurante scarsità di ragazze all’interno dei corsi universitari scientifici, ingegneristici, matematici e informatici: secondo le ultime statistiche di Istat, sul totale dei giovani laureati (25-34enni) in Italia, escono da facoltà Stem il 36,8% dei ragazzi ma solo il 17% delle ragazze. Meno della metà.

Il disequilibrio di genere nelle università dunque non è un mistero ma continua a stupire, se se si considera la marcata digitalizzazione della società (italiana e mondiale) a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, ulteriormente accelerata dagli eventi della pandemia. Da diversi anni l’Università Luiss  Guido Carli di Roma porta avanti #donneSTEM, un progetto di incentivazione e supporto alle studentesse. Ce ne parla Virginia Desirèe Zucconi, vicepresidente di Ucid –  Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, associazione che ha dato il proprio patrocinio all’iniziativa.

Virginia Desirèe Zucconi
Virginia Desirèe Zucconi, vicepresidente di Ucid

Mentre la transizione digitale offre sempre più straordinarie opportunità in occupazione e leadership, troppo poche sono le ragazze che si avvicinano al mondo degli studi Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica). Così, per dare un boost al cambiamento della cultura aziendale e promuovere l’empowerment di giovani donne e ragazze incentivandole a intraprendere percorsi professionali sempre più qualificati nel settore IT, Ucid Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, di cui sono vicepresidente e responsabile del coordinamento Donne Ucid Roma, ha deciso di patrocinare il progetto #DonneSTEM dell’Università Luiss (ateneo in cui ho un incarico nell’ambito delle relazioni esterne) per promuovere borse di studio a loro dedicate. 

L‘Università Luiss, che da sempre ha alla base dei valori inclusività, uguaglianza e pari opportunità, principi che considera non solo come parte della educazione ma “educazione” essi stessi, ha acconsentito immediatamente di istituire un bando ad hoc, assecondando con questo progetto i principi del Next Generation EU, che vede tra gli obiettivi primari da raggiungere la parità di genere. 

I numeri e i trend degli analisti ci dicono, inoltre, che non ci sarà ripresa effettiva se non con un chiaro scatto in avanti: un forte investimento per rimuovere gli ostacoli a una piena partecipazione delle donne al mercato del lavoro.  

Quindi, una volta preso atto che la digitalizzazione ha prodotto un balzo in avanti negli studi sull’Intelligenza Artificiale, sulla robotica, sulle applicazioni e infrastrutture IT (producendo una sorta di metamorfosi dove grandi e piccole aziende, la Pubblica Amministrazione, le Istituzioni governative e gli stessi professionisti dovranno produrre e utilizzare enormi mole di dati, perché rappresentano un patrimonio ormai indispensabile per migliorare e creare nuovi processi di produzione), credo possa essere di grande utilità questo progetto sulle #DonneSTEM, che permetterà alle studentesse ammesse di accedere al corso di laurea triennale in Management and Computer Science o magistrale in Data Science and Management o  in Law Digital Innovation & Sustainability. 

Un percorso che permetterà loro di avviarsi verso le professioni tecniche e gestionali più innovative, in qualità di esperte nella raccolta, elaborazione e analisi dei dati che genereranno – grazie a una solida preparazione su algoritmi, sulla gestione di database e sulle tecniche di analisi avanzate dei dati – una moderna imprenditorialità.  Molti partner di livello hanno già condiviso l’idea ispiratrice del nostro programma di investimento sul Capitale Umano in settori strategici per lo sviluppo economico e sociale, come Inwit, Leonardo, Terna, BNL e molti altri.  Il futuro è adesso, e adesso possiamo costruire qualcosa di futuribile. 

COME NASCE IL BLOG

DITE significa Donne, Innovazione e Transizione Ecologica: temi solo apparentemente distinti, e che si intrecceranno sempre di più in una futura società che voglia essere inclusiva, libera dai pregiudizi di genere, digitale e sostenibile. D’altra parte questi sono anche gli obiettivi al centro del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che vogliamo seguire e presidiare su queste pagine.

DITE è anche uno dei temi protagonisti del nostro evento Digital Italy, durante il quale un tavolo di lavoro sarà dedicato alle relazioni tra mondo femminile, innovazione e rivoluzione green.

Ma il dibattito proseguirà anche oltre il Digital Italy, qui su DITE, che (come il nome suggerisce) è anche un invito alla parola: in questo blog si raccontano e portano il loro punto di vista imprenditrici, rappresentanti delle istituzioni e donne appassionate di digitale. Continueremo a dare spazio alla discussione anche dopo il Digital Italy, sul blog e con un ebook che nascerà dalla selezione di alcuni articoli delle autrici di DITE.





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