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I dati al centro dell’evoluzione digitale di Edison

N. Settembre 2020
 

a cura di
Roberto Bonino
,
Giornalista di Technopolis e ICTBusiness.it,
Indigo Communication

Questo mese abbiamo fatto colazione con…
Marilena Barbati, Digital Director, Edison

Il mondo dell’energia è in costante evoluzione negli ultimi anni, complici la forte pressione competitiva e la ricerca di proposizioni basate soprattutto sulle fonti rinnovabili. La tecnologia gioca un ruolo di rilievo su vari fronti nella battaglia di posizione in corso, dando vantaggi soprattutto alle realtà capaci di trarre opportunità dai processi di trasformazione digitale.
Edison è una realtà che ha fatto del rinnovamento uno dei propri cavalli di battaglia e non è un caso che da circa due anni si sia dotata di un’apposita direzione Strategie e Innovazione Digitale, che ha fatto dei dati uno dei perni fondamentali della ridefinizione strategica avviata tanto all’interno quanto nei rapporti con i clienti e il mercato in generale. Siamo entrati nel merito dei processi di trasformazione in corso con Marilena Barbati, Digital Director di Edison.

 

Com’è evoluta negli ultimi anni l’organizzazione della vostra azienda?

Nell’ambito della strategia di innovazione digitale abbracciata da Edison, alla mia direzione fa capo innanzitutto un DataLab composto da una quindicina di data scientist & engineer, che si occupa di progettare use case data-driven a supporto delle linee di business. Oltre agli esperti del dato, svolgono un ruolo rilevante i Business Solution Manager, che si occupano di identificare e recepire le esigenze delle varie direzioni e gestire i progetti facendo leva sugli use case generati nel DataLab. I dati sono al centro di questo processo di trasformazione, tant’è vero che, sulla scia dell’evoluzione organizzativa, siamo passati anche a una gestione trasversale e centralizzata, con la costruzione di una Enterprise Data Platform totalmente gestita in cloud. Non si è trattato di un passaggio banale e gli sviluppi sono ancora in corso, ma tutto nasce dalla comprensione della centralità dei dati all’interno dei nostri business model.

Com’è cambiata la realtà rispetto al passato?

Veniamo da una organizzazione classica, con i dati che venivano generati separatamente dalle varie direzioni e utilizzati essenzialmente solo all’interno di ogni comparto. Adesso invece la gestione è univoca, quindi meno dispersiva e inefficiente, con una ricaduta positiva sulla qualità e l’affidabilità delle informazioni prodotte per il business. I data scientist hanno cominciato a lavorare con le varie divisioni per trasfondere il proprio sapere all’interno dell’azienda, diventando veri e propri evangelist del dato. Il loro elemento di contatto ideale è rappresentato dai Business Solution Manager, capaci di tradurre le esigenze operative e arrivare a far sì che le direzioni utilizzino il dato garantendone la qualità sulla base di criteri condivisi da tutti e facendone il motore del cambiamento. In questo momento, il DataLab funge da propulsore e le persone al suo interno lavorano a stretto contatto con le direzioni e congiuntamente con i colleghi su nuovi sviluppi digitali.

Il processo di cambiamento è già completato?

Il DataLab è una realtà molto evoluta, che elabora modelli previsionali sofisticati, che si affiancano alla tradizionale reportistica per gestire il business mettendo i dati al centro. Uno dei nostri impegni in questo periodo è proprio cercare di capire come mettere a disposizione di tutti l’enorme mole di dati contenuta nella data platform. Qui entra in gioco il tema delle competenze. Noi stiamo cercando di trovare una strada intermedia sfruttando la volontà delle persone di ampliare la propria preparazione e arrivare a lavorare sui dati in base alle esigenze di business. Ogni progetto sarà un successo quando non sarà più semplicemente l’obiettivo di una divisione ma sarà sentito in modo qualitativo in tutta l’azienda e quando la data platform alimenterà tutte le analisi alla base delle decisioni aziendali.

Lo smart working forzato ha condizionato il vostro lavoro e le modalità di accesso ai dati?

Nel momento di emergenza, la scelta della data platform in cloud ha consentito a tutti di lavorare da remoto, con un accesso ai dati privo di problemi e specificità legate alla situazione. Il progetto di data governance che abbiamo avviato ci ha consentito di riorganizzare anche i livelli di ownership e responsabilità sui dati, ma il vero obiettivo resta consentire a tutti di poter sfruttare appieno ciò che hanno a disposizione. Per questo abbiamo avviato un programma di formazione ad hoc chiamato Edison Digital Academy per diffondere le competenze digitali in modo pervasivo all’interno dell’azienda.

 

 

 

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