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Il Covid-19 non ferma i progetti di trasformazione digitale delle aziende

N. Gennaio 2021
        

a cura di Carmen Camarca 
Analyst, The Innovation Group 

 

In seguito all’emergenza Covid-19 e dopo le difficoltà che questa ha causato, adesso per le aziende le principali priorità riguardano l’efficienza interna, l’organizzazione delle proprie risorse e la rivisitazione delle modalità lavorative. A dirlo sono i risultati preliminari della Digital Business Transformation Survey 2021 di The Innovation Group, indagine annuale volta a comprendere i percorsi di innovazione digitale delle aziende italiane.

Gli effetti del Covid-19 sulle strategie aziendali sono stati dirompenti: guardando ai risultati dell’indagine rispetto agli scorsi anni, a fine 2020 sono saliti, al secondo e terzo posto nella lista delle priorità, rispettivamente la flessibilità/agilità del business e il ridisegno organizzativo / il change management, un trend da attribuire alla consapevolezza da parte delle imprese della capacità di adattarsi ai forti cambiamenti generati dalla crisi pandemica, un elemento centrale per la loro stessa sopravvivenza. Invece, lo scorso anno, un obiettivo come “Revisione del modello di business”, occupava soltanto un ottavo posto. Efficienza operativa e capacità di contrarre i costi è invece ancora la priorità numero 1, così come era negli scorsi anni.

Nel dettaglio, per il 36% del campione il principale obiettivo che la propria azienda vorrà raggiungere nel 2021 sarà l’aumento dell’efficienza operativa/riduzione dei costi, seguito dalla migliore agilità/flessibilità del Business (35%) e dalla realizzazione di modifiche organizzative/attività di change management (31%). Interessante, inoltre, notare come il 27% del campione consideri prioritario l’incremento dello smart working, confermando come tale fenomeno, sebbene sia andato affermandosi come risposta alla situazione emergenziale è stato, tuttavia, particolarmente apprezzato da imprese e dipendenti che hanno avuto la possibilità di scoprirne le potenzialità. Il trend che si osserva è che per il prossimo anno non si attende il ripristino alla situazione pre Covid, piuttosto il prosieguo delle scelte sui nuovi modelli lavorativi effettuate negli ultimi mesi.

In coerenza con quanto rilevato negli scorsi anni, continua ad assumere un ruolo importante la Digital Business Transformation, considerata tra le priorità aziendali da 1 azienda su 3: a indicarlo sono soprattutto le aziende di grandi dimensioni (oltre 2500 dipendenti, attive nell’ambito della Finanza e dell’Industria).

 

 

In particolare, con riferimento allo smart working, il forte ricorso a tale modalità di lavoro rilevato negli ultimi mesi (che come riportato in precedenza proseguirà anche nel 2021) ha causato un forte aumento degli investimenti in alcuni segmenti del mercato digitale.

In particolare, il 58% del campione dichiara, nel 2020, di aver investito principalmente nell’acquisto di PC (desktop, notebook, portatili), seguito dal 52% che ha optato per software e strumenti di collaboration e dal 36% che ha preferito gli applicativi web. La tendenza conferma i risultati di un precedente sondaggio svolto da The Innovation Group relativo agli impatti del Covid-19 sulle aziende italiane e alle conseguenze attese nel corso del 2020[1].

 

 

Per il 2021 si attende una conferma degli investimenti in software e collaboration (51%) e in applicativi web (45%) mentre diminuisce la quota di chi dichiara di investire in servizi TLC (di rete fissa e mobile), che passa dal 22% del 2020 al 18% del 2021, un fenomeno da attribuire al proseguimento della “guerra dei prezzi” tra i diversi operatori (iniziata già qualche anno fa) che porterà all’applicazione di tariffe sempre più flat.

Un significativo aumento è, invece, atteso per gli investimenti nei servizi di outsourcing (la percentuale di persone che dichiara di investirvi passa dall’8% del 2020 al 14% del 2021, con un aumento del 75%): tale fenomeno è dovuto, più che al forte ricorso atteso, alla significativa decrescita della spesa in tali soluzioni rilevata per il 2020, da ricondurre principalmente alla rivisitazione delle priorità aziendali che ha riguardato la maggior parte delle aziende dopo lo scoppio della pandemia (come più volte evidenziato anche nell’attività di analisi del mercato digitale di The Innovation Group ).

 

Il Covid-19 spinge sulla trasformazione digitale delle aziende

Entrando nel dettaglio dei progetti di Digital Transformation, quasi la metà del campione intervistato (47%) ha dichiarato che l’emergenza ha portato ad un’accelerazione della digitalizzazione del business: interessante notare come si tratti principalmente di aziende di piccole dimensioni (con meno di 99 dipendenti), attive soprattutto nell’ambito della Finanza e dell’Industria. Tale aspetto conferma dei trend più volte emersi nel corso degli ultimi mesi e relativi alla forte spinta innovativa subita dalle banche (dovuta principalmente a fenomeni quali la necessaria digitalizzazione della relazione e delle attività di comunicazione con il cliente nonché il forte ricorso allo smart working) e dal settore del manufacturing, in cui si è assistito ad una sempre maggiore automazione dei processi. In particolare, è proprio quest’ultima attività ad aver consentito al settore nel complesso di affrontare meglio degli altri la crisi: non si dimentichi, infatti, che secondo i dati Istat, pubblicati a novembre 2020, la produzione industriale italiana ha chiuso il terzo trimestre 2020 con un rimbalzo del 28,6% rispetto al precedente, facendo parlare per il settore di una vera e propria ripresa a “V”).

 

Figura. Lo stato dell’arte dei progetti di Digital Transformation del business

Fonte: The Innovation Group, Digital Business Transformation Survey 2021, Gennaio 2021, N=156 rispondenti LoB Manager

 

Inoltre, il 30% del campione dichiara di star proseguendo con le proprie attività innovative come da programma, rilevando, dunque, come l’impatto della crisi non abbia influito sul loro svolgimento. Mentre, soltanto nell’8% dei casi sono stati rimandati alcuni progetti di trasformazione digitale, contro una quota marginale (3%) che ha dichiarato di aver interrotto o rallentato il proprio percorso di digital transformation (principalmente aziende che operano nell’ambito dei beni di consumo).

 


[1] Il sondaggio, dal titolo “Effetti Covid-19” è stato condotto a luglio 2020 e si basa su un campione di 164 aziende italiane.

 

 

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