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Che ne pensi dell’Artificial Intelligence? Rispondono gli early adopter

Una recente servey condotta da Deloitte ha analizzato il ruolo e l’importanza dell’Artificial Intelligence e delle soluzioni cognitive nelle aziende (a livello globale) in cui esistono già progetti e PoC che prevedono l’adozione di queste tecnologie. Hanno risposto soprattutto aziende (molto) grandi, in particolare nel settore Tech, Media & Telco

Leggendo i risultati dell’Analisi di Deloitte, quello che colpisce è la positività con cui le aziende affrontano il tema dell’Artificial Intelligence. È vero che i rispondenti sono soprattutto gli early adopter di queste tecnologie. Sono aziende che all’interno delle proprie organizzazioni hanno già implementato progetti più o meno strutturati basati su applicazioni e strumenti cognitivi. Hanno inoltre alte aspettative in termini di trasformazione sia delle aziende sia di interi settori.

Restano però alcune incertezze, legate soprattutto all’immaturità della tecnologia, alla frammentazione dell’offerta, alla mancanza di competenze e, in alcuni casi, alla difficoltà di integrazione delle nuove soluzioni con i sistemi esistenti.

 

 

Ma a cosa serve l’Artificial Intelligence? E cosa sperano di ottenere le aziende che già usano queste tecnologie? La rilevazione mostra come le imprese si aspettino soprattutto  di “aumentare” i propri prodotti e servizi (51%). Inoltre, ci si attende un’ottimizzazione delle business opeartions interne (36%) e la possibilità di abilitare la creatività dei dipendenti attraverso l’automatizzazione delle task ripetitive (36%).

D’altra parte, molte aziende tendono ad applicare queste tecnologie per raggiungere più obiettivi contemporaneamente, come nel caso della Pfizer. L’azienda ha infatti rivisto i propri processi interni, i processi rivolti ai clienti (come il marketing) e gli obiettivi orientati al prodotto (ad esempio tramite l’utilizzo di IBM Watson per l’accelerazione dello sviluppo di farmaci nell’area dell’immunologia- oncologia).

Quello della Pfizer non è però l’unico esempio citato di azienda che già utilizza tecnologie AI. C’è Spotify, che utilizza la tecnologia Deep Learning per aumentare le capacità di ricerca, di raccomandazione dei contenuti e di creazione di playlist personalizzate. I dispositivi per la Smart Home di Amazon, Google e Microsoft, che integrano la tecnologia cognitiva per creare una nuovo modello di User Experience. Si cita anche JPMorgan Chase, che utilizza lil Machine Learning er pttimizzare le operazioni di block trading in base alle condizioni di mercato. O anche il caso di Anthem, che ha creato un Cognitive Capability Office all’interno della propria funzione IT, per assicurare sufficiente supporto strategico ai progetti in questi ambiti.