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Il valore dei Big Data nel mondo dei veicoli connessi

L’efficienza della logistica è oggi cruciale per la stessa competitività del Paese. Il trasporto merci su gomma, che rappresenta una quota molto elevata, intorno all’86%, del trasporto totale in Italia, è tuttora caratterizzato da elevata inefficienza.

Quali obiettivi si è posta Scania e quale valore ha ottenuto dalla digitalizzazione e connettività dei suoi automezzi? Ne parliamo in questa intervista con Paolo Carri, Direttore Business Support & Development di Italscania, che su questi temi interverrà nel corso del CONNECTED MOBILITY FORUM, il prossimo 26 giugno a Milano. 

Paolo Carri. Noi ci siamo posti da alcuni anni obiettivi ambiziosi, riassumibili in 3 punti:

  • Smart & Safe Transport
  • Efficienza Energetica
  • Combustibili alternativi.

Per far crescere competitività e sostenibilità nell’industria dell’autotrasporto, abbiamo introdotto in via pioneristica la connettività del veicolo fin dal 2.000.

I clienti che aderiscono, sottoscrivendo un accordo per la condivisione dei dati secondo i dettami della privacy, possono accedere ad alcuni servizi base che forniscono informazioni a valore aggiunto, permettendogli di ottimizzare le proprie attività, ad esempio i propri consumi.

Oggi forniamo anche informazioni in real time con analisi di dettaglio sulla guida, permettendo così di verificare che il veicolo sia utilizzato nel modo più efficace possibile. Gli autisti sono anche seguiti con attività di coaching volta a supportarli nell’evoluzione del loro comportamento nel tempo.

TIG. A quali nuovi sviluppi porta la disponibilità di automezzi connessi?

Paolo Carri. Un esempio è il “Truck Platooning”, il collegamento di 2 o più automezzi basato su tecnologie di connessione e autonomous driving, in un “convoglio” che li mantiene a una distanza prefissata e costante tra di loro. Scania ha sperimentazioni in corso sia a Singapore sia in Finlandia. Il Platooning degli automezzi si svilupperà a vari livelli: al primo gli autisti sono presenti su tutti i veicoli, il primo della fila però controlla i successivi in caso di frenata o in modo da mantenere le distanze. Già questo porta a risparmi sui consumi dell’ordine del 15%. Al livello successivo, gli autisti dal secondo mezzo in poi possono anche abbandonare il volante (ad esempio durante le ore di riposo programmate). Al terzo livello abbiamo la guida autonoma vera e propria.

TIG. Quali sviluppi vedete per le Smart Road del futuro?

Paolo Carri. Nel 2017 abbiamo stretto un accordo con Anas per lo sviluppo delle tecnologie per le Smart Road. Il progetto consiste nell’integrazione di informazioni generate dai veicoli Scania (tra cui le modalità di utilizzo dei mezzi, la segnalazione di eventuali anomalie, i livelli calcolati di emissioni) con informazioni provenienti dalle infrastrutture smart road Anas, a partire dall’A2 “Autostrada del Mediterraneo”, la prima delle arterie in gestione che vedrà l’impiego di queste tecnologie. In futuro ci aspettiamo che la disponibilità di piattaforme comuni permetterà di convogliare tutte le informazioni che riguardano sia le strade sia i veicoli, permettendo così una maggiore sicurezza ed una migliore fruizione dell’infrastruttura, incrementando la produttività del trasporto e riducendone anche l’impatto ambientale.

Intervista a:

Paolo Carri

PAOLO CARRI,

Direttore Business Support & Development di Italscania 

A cura di: Elena Vaciago, @evaciago