26.05.2026

Transizione digitale nella PA locale: focus su competenze e sostenibilità post-PNRR

Il Caffè Digitale

 

La quarta edizione dell’Indagine TIG-Gruppo Maggioli fotografa enti territoriali sempre più orientati a piattaforme digitali, cybersecurity e intelligenza artificiale. Solo il 23% dichiara però di disporre delle competenze necessarie per gestire progetti complessi, mentre resta la preoccupazione per la sostenibilità delle iniziative oltre l’orizzonte del PNRR.

La transizione digitale della Pubblica Amministrazione locale italiana si trova ad un bivio. Da un lato, gli enti territoriali stanno consolidando gli investimenti su infrastrutture e servizi digitali; dall’altro, si avvicina la scadenza del PNRR e con essa le preoccupazioni su come dare continuità ai progetti avviati. È il quadro che emerge dalla quarta edizione dell’Indagine sulla transizione digitale nella PA locale, promossa da TIG-The Innovation Group e Gruppo Maggioli, basata su 650 interviste CAWI condotte tra marzo e aprile 2026. Obiettivo: offrire una fotografia aggiornata dello stato dell’arte della trasformazione digitale negli enti territoriali italiani, con un focus specifico su Comuni, Unioni di Comuni, Province e Città Metropolitane. I risultati sono stati presentati in anteprima nel corso della prima edizione del PAL Summit di TIG, che si è svolto lo scorso 19 maggio a Napoli.

 

Investimenti in crescita su piattaforme e cybersecurity

Nell’ultimo anno le priorità degli enti si sono concentrate sull’adozione delle piattaforme digitali pubbliche, indicata dal 71% dei rispondenti dell’indagine TIG-Gruppo Maggioli, in crescita rispetto al 66% del 2025. Resta stabile invece il focus su cloud (63%), dematerializzazione (47%) e integrazione di dati e servizi (38%). Interessante l’ingresso della cybersecurity nella top 5 delle iniziative digitali, citata dal 28% degli intervistati, a dimostrazione di come la sicurezza informatica stia diventando sempre più un asset rilevante anche per le amministrazioni locali. Si riduce inoltre, dal 4% al 2%, la quota di intervistati che dichiara di non aver sviluppato alcun progetto digitale nell’ultimo anno.

 

Il nodo competenze e l’orizzonte post-PNRR

L’ambito più attenzionato resta però quello del capitale umano. Solo il 23% degli intervistati ritiene che il proprio ente disponga di un livello adeguato di competenze o figure specialistiche per gestire progetti digitali complessi, e il 51% indica proprio la carenza di competenze tecniche come la principale difficoltà operativa. Parallelamente, resta la preoccupazione sulla sostenibilità post-PNRR delle iniziative avviate: la dipendenza dai fornitori esterni sale al 39%, sette punti percentuali in più rispetto al 32% dell’edizione 2025, posizionandosi tra le criticità più sentite insieme alla mancanza di personale. In questo scenario, l’88% dei rispondenti guarda con favore alla definizione di linee guida o standard nazionali per la gestione dei progetti oltre il 2026, e circa uno su due le considera assolutamente utili.

 

Riuso del software: un’opportunità ancora inespressa

Tra le aree di miglioramento più evidenti emerge quella del riuso del software, ancora poco praticato: il 68% dei rispondenti dichiara infatti che il proprio ente non adotta soluzioni sviluppate da altre amministrazioni, mentre l’86% non condivide il proprio software con altri enti. Più maturo, invece, il ricordo all’open source, che il 51% degli intervistati dichiara essere utilizzato dal proprio ente, soprattutto nell’ambito dell’Office Automation (57%), area web e CMS (35%) e sistemi operativi (32%).

 

Intelligenza artificiale: adozione iniziale, ma la traiettoria è chiara

Sul fronte dell’intelligenza artificiale generativa, l’utilizzo professionale è ancora in fase embrionale. Il 28% degli enti dichiara di farne uso, ma solo l’1% in modo diffuso nei processi. Gli ambiti applicativi prevalenti riguardano i servizi ai cittadini, attraverso chatbot e assistenza online, l’analisi e il supporto alle decisioni e la gestione delle pratiche amministrative. La tendenza futura è però chiara: il 70% degli intervistati prevede un aumento dell’uso dell’AI generativa nei prossimi dodici mesi, e il 61% ritiene moltissimo rilevante poter contare su linee guida per un suo impiego etico negli enti locali. Tra gli ostacoli alla diffusione dell’AI, la mancanza di competenze interne resta stabilmente al primo posto rispetto allo scorso anno (39%), seguita dalla scarsa chiarezza del contesto giuridico, che – rispetto alla precedente edizione – balza dal quinto al secondo posto, con il 28% delle risposte. Emergono inoltre nuove preoccupazioni legate a sicurezza e privacy.

 

Formazione interna e cultura digitale dei cittadini

La formazione resta un cantiere aperto. Il 72% dei rispondenti dichiara che il proprio ente ha attivato iniziative di formazione digitale negli ultimi dodici mesi, ma per uno su due si tratta di attività occasionali e non strutturate. Cybersecurity, AI e project management sono gli ambiti più indicati oggi, mentre nei prossimi mesi salirà al primo posto la gestione dei servizi digitali. Sul fronte cittadini, la percezione da parte degli enti del livello di cultura digitale resta bassa, con un punteggio medio di 1,98 su 4. Solo un rispondente su due dichiara che il proprio ente ha attivato iniziative per rafforzare le competenze digitali della comunità, principalmente tramite punti di facilitazione digitale (40%), semplificazione delle interfacce dei servizi (30%) e corsi di formazione (17%).

 

Verso un modello di PA locale post-PNRR

Il quadro che emerge dall’indagine restituisce una PA locale in evoluzione, benché ancora alle prese con due sfide importanti: la dotazione di competenze interne e la capacità di rendere sostenibili nel tempo i progetti avviati grazie al PNRR. La domanda di linee guida nazionali, sia per la governance generale dei progetti sia per l’uso etico dell’AI, mostra il desiderio di una regia capace di accompagnare gli enti territoriali oltre la fase dei finanziamenti straordinari, verso un modello di amministrazione digitale sempre più strutturato e replicabile.

Per maggiori informazioni e per scaricare il testo integrale dell’indagine visita la pagina dedicata roadmap strategica per la digitalizzazione e l’AI nel settore energetico.

 

Camilla Bellini
Content & Research Manager, TIG – The Innovation Group

 

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