Ricerche online e intelligenza artificiale: la “AI Search” è una vera rivoluzione.
Il Caffè Digitale


Negli ultimi mesi il modo in cui le persone cercano informazioni sul web è cambiato: il risultato delle ricerche (la Search) non è più un mero elenco di link, ma si è trasformata in risposte generate da sistemi di intelligenza artificiale. Oltre il 70% dei risultati informativi viene infatti oggi generato da sistemi AI-driven (la AI Search), con un conseguente forte calo del traffico registrato ai siti aziendali. Una trasformazione notevole non solo per la portata, ma anche per la velocità con cui sta avvenendo: ne abbiamo con Marco Di Gioacchino, manager con oltre 25 anni di esperienza in media and digital market e Direttore Generale di TIG Media, curatore e tra i protagonisti del videopodcast “Ahi… la A.I.!”.
Marco Di Gioacchino, il comparto del Digital marketing in 12 mesi è profondamente cambiato con l’avvento della AI Search: ci dai qualche dato per meglio comprendere i nuovi scenari?

Marco Di Gioacchino – Direttore Generale TIG Media
Google è sempre il canale principale per la ricerca di prodotti, con una quota dominante nell’e-commerce italiano (90,87%). A causa dell’arrivo dell’AI Search, le aziende italiane hanno accusato negli ultimi 12 mesi cali di traffico sino al 40% ai propri siti. Ciononostante si stima che le ricerche AI-driven porteranno a un aumento del 30% nelle ricerche pro capite giornaliere nel 2026, in quanto gli utenti fanno più ricerche, più iterative ma più complesse da intercettare.
Come hanno reagito le aziende dal punto di vista marketing? E come possono organizzarsi per sfruttare questo cambiamento epocale?
Le aziende Italiane hanno reagito in maniera diversa, a volte perfino un po’ caotica: aumentando la spesa Digital, virando sulla Brand Awareness o perfino tornando ad investire fortemente in attività Offline. Altre hanno provato ad ottimizzare le proprie tecniche SEO, sfruttando logiche che Google ha nel tempo cambiato, ma comunque molto studiate e conosciute dagli esperti del settore.
In realtà per sfruttare i nuovi algoritmi LLM- Large Language Models, occorre sviluppare nuove tecniche GEO – Generative Engine Optimization, volte ad ottimizzare i contenuti web affinché vengano compresi e selezionati dai motori basati sull’intelligenza artificiale generativa come Chat GPT, Gemini o CoPilot: è un mondo nuovo con pochissimi dati, visto che al momento non vengono ancora rilasciati informazioni sui volumi di ricerche e utenza.
Il giro d’affari di Google -seppur con una crescita prevista a due cifre nel ‘25- per la prima volta quest’anno sarà superato da Meta; è l’effetto di AI Overview?
In effetti, sembrerebbe che Google a causa del lancio di massa del suo AI Overview, sia andato sostanzialmente ad erodere alcuni spazi del “suo” ricco bacino pubblicitario, che è andato così riducendosi. Al tempo stesso però la continua crescita dell’E-Commerce ha spinto i prezzi delle Keywords verso l’alto, in quello che io definisco il Grande Ingorgo Digitale; un meccanismo che ha però finito per premiare anche i risultati dei suoi due grandi competitors: Meta e Amazon. Meta, inoltre, con il lancio della piattaforma di advertising denominata Andromeda -che consente tramite AI la creazione e gestione automatizzata di molteplici formati pubblicitari- ha incrementato quasi del 20% l’affollamento pubblicitario sui propri canali.
Nel AI Search, Google continuerà a rimanere comunque il protagonista indiscusso?
Da oltre un anno continuiamo ad osservare una rapidissima evoluzione nel mondo degli LLM: mentre Google era il monopolista della Search, e sino a pochi mesi fa Chat GPT era il riferimento di mercato lato AI, oggi Gemini e Perplexity hanno rapidamente recuperato terreno, rilasciando una serie di informazioni in più rispetto al primo. Pertanto, se è vero che fra 6 mesi lo scenario potrebbe essere profondamente diverso da oggi, è anche vero che le aziende che hanno iniziato a testare le logiche GEO, si troveranno comunque in grande vantaggio in un contesto che offrirà sempre meno spazio ai followers.
Quindi, in pratica, sta dicendo che alle aziende non basterà più offrire buoni prodotti e servizi online, ma diverrà fondamentale saperli presentare tramite contenuti chiari e semanticamente premianti?
C’è la forte convinzione che anche in futuro le performance rimarranno fondamentali nella crescita dell’Online business; in pochi mesi abbiamo assistito a miglioramenti anche del 60% nei posizionamenti di Brand legati al Search AI, per cui è legittimo ritenere che esistano sicuramente grandi spazi di miglioramento. Aggiungo come la battaglia appena incominciata fra le diverse tecnologie SSL -a base di acquisizioni ed investimenti miliardari- faccia presagire un ruolo sempre più strategico da parte di società come la nostra nella selezione ed adozione delle migliori soluzioni a supporto delle aziende, in una logica basata su meccanismi di miglioramento a step progressivi.
Gianluca Dotti
Giornalista, TIG – The Innovation Group
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