Sovranità Cloud: aggiudicati i contratti delle istituzioni europee
Il Caffè Digitale


Quattro aziende europee, dal Lussemburgo al Belgio, dalla Francia alla Germania, si aggiudicano l’appalto da 180 milioni di euro lanciato nell’ambito del Cloud III DPS. Al centro della selezione, il Cloud Sovereignty Framework. Nel frattempo cresce l’attesa per il Tech Sovereignty Package.
Nel numero di febbraio di questa newsletter, in un articolo in cui parlavo degli annunci e delle novità sul tema della sovranità digitale in Europa per il 2026, tra le diverse iniziative promosse dall’Unione Europea era citato anche il lancio dello scorso ottobre del Sovereign Cloud Tender, una gara del valore di 180 milioni di euro per supportare enti e istituzioni pubbliche europee a dotarsi di soluzioni cloud sovrane nell’arco di sei anni. Questo appalto, lanciato nell’ambito del Cloud III Dynamic Purchasing System (Cloud III DPS), è stato nelle scorse settimane aggiudicato a quattro aziende europee, dal Lussemburgo al Belgio, dalla Francia alla Germania.
Nello specifico, come riporta la stessa Commissione Europea sul suo sito, le aziende aggiudicatarie – con i loro partner – risultano le seguenti:
- l’operatore di rete mobile lussemburghese Post Telecom, con partner quali le francesi CleverCloud e OVHcloud;
- STACKIT, il cloud provider di Schwarz Digits, la divisione IT e digitale del gruppo tedesco Schwarz, uno dei grandi player della GDO in Europa che comprende marchi come Lidl e Kaufland;
- Scaleway, controllata del Gruppo Iliad che attualmente – così dichiara sul proprio sito – opera in Francia, Polonia, Italia e Paesi Bassi, con prossime attivazioni in Svezia e Germania;
- La società di telecomunicazioni belga Proximus, che collabora con Clarence, joint venture nata dalla collaborazione tra LuxConnect e Proximus, la francese Mistral e S3NS, la joint venture tra Thales e Google Cloud.
La scelta di puntare su quattro fornitori – dichiarata sempre dalla stessa Commissione Europea – è ricondotta alla volontà di assicurare la diversificazione e la resilienza nel supporto allo sviluppo del settore del cloud sovrano in Europa, evitando di creare dipendenze eccessive da un unico fornitore. Il criterio di selezione dei fornitori aggiudicatari ha visto inoltre al centro il ricorso al Cloud Sovereignty Framework (CSF) – citato anch’esso già nell’articolo della newsletter di febbraio– che definisce dallo scorso ottobre gli obiettivi, i livelli di garanzia e la metodologia di punteggio da utilizzare per la valutazione di soluzioni e servizi di cloud sovrano europeo. Tra gli obiettivi che vengono presi in considerazione da questo modello emergono sia aspetti di natura strategica, legale, operativa e ambientale, sia temi legati alla trasparenza, sicurezza e conformità della catena di approvvigionamento. Alla luce di questi sviluppi, la Commissione ha dichiarato inoltre di volere aggiornare lo stesso Cloud Sovereignty Framework, per includere ulteriori criteri specifici di valutazione della sovranità in chiave europea.
Non è d’altra parte l’unico punto su cui sta lavorando al Commissione per rafforzare il proprio posizionamento in termini di sovranità tecnologica. È atteso infatti il lancio del pacchetto “Tech Sovereignty” – già rinviato due volte, prima al 15 aprile e ora a fine maggio – che dovrà comprendere sia l’atteso Cloud and AI Development Act (CADA), il Chips Act 2, la strategia per l’open source e una roadmap strategica per la digitalizzazione e l’AI nel settore energetico.
Camilla Bellini
Content & Research Manager, TIG – The Innovation Group
![]()
