30.03.2026

Le Linee guida per i lavoratori in materia di AI: la ricerca del bilanciamento

Il Caffè Digitale

 

L’introduzione dell’AI nei sistemi di lavoro costituisce una grande rivoluzione per i lavoratori e per questo necessita anche di una grande presa di coscienza dei cambiamenti che comporta. Recentemente, con il Decreto Ministeriale n.180 del 17 dicembre 2025, il Ministero del Lavoro ha introdotto le “Linee guida per l’implementazione dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro” portando così alla piena applicazione della Legge 132/2025.                                                     

È evidente come l’adozione dell’Intelligenza Artificiale nei sistemi aziendali porti con sé una ridefinizione di tutti i processi interni, a partire dalla gestione dei dati fino alla stesura dei documenti.

La genesi delle linee guida e delle normative introdotte è all’interno dell’AI Act, ossia il Regolamento Europeo sull’Intelligenza Artificiale 2024/1689, il quale ha posto le basi legislative riguardo l’uso dell’AI a livello europeo. L’AI Act ha chiarito fin da subito il suo proposito di assicurare un uso trasparente e sicuro dell’Intelligenza Artificiale al fine di tutelare i diritti fondamentali dei cittadini europei. Andando nello specifico osserviamo che, a differenza dell’AI Act, le linee guida fornite dal legislatore italiano mirano a regolamentare questo nuovo strumento inserito nell’ambito del lavoro.

Le linee guida hanno lo scopo di fornire delle direttive pratiche sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale e sono pensate come uno strumento dinamico in costante revisione per riuscire a stare al passo con le innovazioni tecnologiche, con il fine ultimo di continuare a garantire un utilizzo in sicurezza dell’AI.

Un aspetto che il legislatore ha ritenuto essenziale garantire riguardo l’uso dell’AI è in primis la tutela dei diritti fondamentali, in aggiunta, possiamo individuare quelli che sono gli obiettivi principali della direttiva per l’uso dell’AI in campo lavorativo:

  • Sicurezza: assicurare un’applicazione responsabile e consapevole da parte dei lavoratori, unita alla presenza di strumenti in grado di fronteggiare possibili attacchi;
  • Sostenibilità: assicurare la massima attenzione alle eventuali ripercussioni ambientali e sociali;
  • Trasparenza: assicurare una piena comprensione delle procedure di delibera.

Risulta chiaro che l’implementazione dell’AI nei processi lavorativi costituisca uno strumento vantaggioso; infatti, essa può portare un’ottimizzazione della gestione dei dati, una riduzione del margine di errore e un miglioramento delle metodologie operative, ma anche un aumento della competitività sul mercato. Scendendo nel dettaglio, tra le varie modalità di applicazione dell’AI figurano anche la selezione del personale, la valutazione delle performance e la relazione con i clienti.

Tuttavia, avere un grande mezzo a disposizione implica la necessità di saperlo utilizzare con cautela e in modo corretto, pertanto è indispensabile che le aziende investano su una formazione adeguata per i propri lavoratori, in modo tale da poter agevolare la transizione digitale e combattere un utilizzo sconsiderato e superficiale dell’AI.

La normativa si concentra particolarmente su alcuni elementi cruciali, tra cui la valutazione delle conformità all’AI Act, ed è qui che l’indagine di Gap Analysis si rivela un punto di partenza indispensabile per poi procedere con l’allineamento necessario. A seguito, la normativa fa leva sulla supervisione umana, fornendo anche una serie di spunti da cui partire per riuscire a valorizzare concretamente il capitale umano e per convertire determinate risorse in modo da rendere funzionali specifiche competenze rispetto all’introduzione dell’AI.

È presente anche una trattazione specifica sui temi della cybersicurezza e della protezione dei dati trattati con l’intelligenza artificiale. Dal momento che, tramite essa ricaviamo dei risultati e sulla base di questi mettiamo in pratica delle strategie, è chiaro che tali dati non possono diventare oggetto di attacco. Altresì è opportuno far presente che la maggior parte dei sistemi di AI coinvolge dati personali e pertanto è ragionevole fare delle valutazioni sul trattamento dei dati e sulle misure di sicurezza, inoltre, ai dipendenti deve essere rilasciata un’informativa affinché siano consapevoli della tipologia di dati che vengono trattati e possano opporsi nel caso in cui lo ritengano necessario.

In conclusione, possiamo sostenere che la finalità principale che emerge delle linee guida riguarda la necessità di regolamentare questo nuovo campo di applicazione dell’AI, poter garantire la massima sicurezza e riuscire a supportare le imprese, i dipendenti e i lavoratori autonomi nel corso di questa transizione digitale.

 

Avv. Valentina Frediani
Founder & CEO, Colin & Partners

 

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