29.01.2026

AI, Quantum e sovranità: a Davos si parla (anche) di tecnologia

Il Caffè Digitale

 

L’edizione 2026 dell’annual meeting del WEF a Davos si propone di affrontare il tema del dialogo – “A spirit of dialog” – in cui la tecnologia diventa uno dei terreni e argomenti di confronto. Quale futuro immaginiamo per l’AI e le “sue” infrastrutture?

A Davos, dove come ogni inverno si svolge il World Economic Forum Annual Meeting, quest’anno continua il dibattito sul futuro della tecnologia, ma l’attenzione è indubbiamente rivolta anche ad altri temi. Se nella passata edizione il focus sull’intelligenza artificiale traspariva già dal titolo dell’evento – “Collaboration for the Intelligent Age” – quest’anno è un tema di cui non si può non parlare, ma che appare come parte di un sistema di ingranaggi più ampio, come una delle variabili del dibattito economico, sociale e geopolitico. All’apertura del Forum si parla quindi di un futuro al 2050, di libertà e risoluzione dei conflitti, di collaborazione e dialogo, di definizione di un rapporto sostenibile tra pianeta e umanità, di rispetto della biodiversità e riduzione delle ineguaglianze. Si ribadisce anche il tema della sostenibilità, in termini climatici ed energetici, come assolutamente cruciali nei prossimi venticinque anni, e di gestione e mitigazione della misinformazione e della disinformazione. L’intelligenza artificiale deve essere quindi responsabile e accessibile, per permettere alle persone di utilizzare e trarre vantaggio dalla tecnologia, evitando il rischio di rafforzare diseguaglianze e digital divide. E i social media devono essere gestiti e regolati per ridurre la diffusione di misinformazione e disinformazione, preservando e incoraggiando allo stesso tempo la libertà di espressione. Non si tratta però solo di intelligenza artificiale etica e utilizzo responsabile dei media di informazione. Nel programma ufficiale, si parla anche di tecnologie quantistiche, di sovranità e dell’evoluzione dell’infrastruttura a supporto.

Partiamo dall’intelligenza artificiale. Dai tavoli dell’incontro emerge in particolare la necessità, e la difficoltà, per imprese e organizzazioni di affrontare la fase successiva del processo di adozione di queste tecnologie, che richiede un passaggio da una logica di sperimentazione ad una industrializzazione dei business case e delle iniziative, per generare un valore concreto e sostenibile. Questo tema diventa particolarmente pressante nella prospettiva evolutiva dell’AI agentica, che impone di ripensare strategie, modelli organizzativi e meccanismi di costruzione della fiducia nei confronti dei clienti. A ciò si affiancano riflessioni sempre più centrali sulle implicazioni etiche legate allo sviluppo e alla diffusione di queste tecnologie, che finiscono per catalizzare l’attenzione complessiva. Non si tratta solo di utilizzare al meglio l’innovazione per generare valore, ma di farlo in modo responsabile, con piena consapevolezza degli impatti etici e sociali che essa comporta. Su questo tema interviene Yuval Noah Harari, Distinguished Research Fellow del Centre for the Study of Existential Risk, che esorta a non considerare l’intelligenza artificiale come un ulteriore strumento tecnologico: è un agente, in grado di apprendere e prendere decisioni autonomamente; che può essere creativo, inventando prodotti artistici e artefatti; e può mentire e manipolare, per raggiungere gli obiettivi che si pone. Al centro del dialogo emerge il significato stesso del pensare, come chiave per comprendere da un lato la natura dell’essere umano — dal cartesiano «Cogito, ergo sum» — e dall’altro l’evoluzione dell’intelligenza artificiale. L’interrogativo riguarda il ruolo della parola nella costruzione della comprensione del mondo e della verità, un ambito in cui l’AI assume già, senza dubbio, il ruolo di autentico “master of words”.

Non si parla però solo di intelligenza artificiale. Occorre affrontare anche i nodi legati allo sviluppo di un ecosistema dell’innovazione sostenibile in Europa, a partire dal delicato equilibrio tra innovazione e regolamentazione. Un tema cruciale per comprendere come sostenere la crescita dell’ecosistema europeo, favorendo la disponibilità di capitali, competenze e cultura imprenditoriale necessaria a far scalare start-up e iniziative tecnologiche del Vecchio Continente. Senza tralasciare il tema attuale della sovranità tecnologica, dove fondamentale diventa il bilanciamento tra la messa in sicurezza delle infrastrutture e dei dati critici di uno Stato, riducendo le dipendenze esterne, e gli indubbi vantaggi e i benefici che derivano invece dall’integrazione e dallo scambio di sistemi e tecnologie. La specializzazione necessariamente porta infatti alla creazione di dipendenze, ma occorre valutare e gestire il rischio laddove queste dipendenze rischiano di essere critiche.

Si parla anche di tecnologie quantistiche: appena concluso l’anno che le Nazioni Uniti hanno dichiarato l’Anno Internazionale della Scienza e della Tecnologia Quantistica, l’attenzione appare ancora alta sullo sviluppo di questa tecnologia.  Fattore competitivo nel futuro prossimo (se non già oggi) e, al tempo stesso, rischio da mitigare per garantire la sicurezza di dati e sistemi in uno scenario post-quantum, la tecnologia quantistica si afferma, insieme all’intelligenza artificiale, come una delle colonne portanti dei prossimi anni. Se l’AI può essere vista come la “rete neurale” che guarda alla realtà, le tecnologie quantistiche ne amplificano la capacità computazionale, estendendone il raggio d’azione e la potenza.

Si torna così al tema dell’intelligenza artificiale, che resta in ogni caso il vero fulcro tecnologico del meeting annuale di Davos. Una sfida che oggi si fa più complessa e impegnativa: non si tratta più solo di raccontarne le potenzialità, ma di comprenderne a fondo vantaggi e criticità, di capire – se possibile – come governarne l’applicazione e di prendere coscienza del suo impatto, insieme alle implicazioni etiche, sociali ed economiche che inevitabilmente comporta. 

 

Camilla Bellini
Content & Research Manager, TIG – The Innovation Group

 

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